Intervista a Rosanna Sardone a cura di Cristina Rotoloni

 

Ciao. È un piacere averti con noi. Ti va di presentarti ai nostri lettori? Chi sei nella vita di tutti i giorni?

Ciao! È davvero un piacere per me poter esser qui e mi lusinga molto poter condividere con voi la mia passione per la lettura.
Mi chiamo Rosanna Sardone, ho 45 anni e vivo in una cittadina della provincia di Bari. Sono un’inguaribile romantica fidanzata da più di vent’anni, vivo sola per questo ho la fortuna di poter dedicare molto del mio tempo libero alla lettura.

Sono sempre stata affascinata dalle persone e dal modo in cui stabiliscono relazioni,  stando attenta a come muta la società. Grazie ai libri, al potere di immedesimazione dal di dentro di quel che accade attorno a noi, ho un osservatorio privilegiato che mi ha aiutata molto nel liberarmi di preconcetti, pregiudizi, risposte preconfezionate perché mi predispone più all’ascolto.

Come si chiama il blog per cui recensisci e perché hai scelto proprio questo?

 Il blog con cui collaboro si chiama “Sognare Leggi e Sogna…” gestito da MIchy e Mary. La scelta nasce dal rapporto di amicizia e collaborazione che è nato con Michy quando gestivo un altro blog che poi si è chiuso. Ho trovato in lei e in Mary due amiche che mi stimano, mi supportano, mi vogliono bene. E’ bello condividere passioni, in un team creativo, coinvolgente sempre in fermento che cerca di aprirsi anche a nuovi generi letterari oltre al romance stesso.

Nella realtà contemporanea, secondo te, i blog sono seguiti e le recensioni vengono lettere dai lettori? Quanto pensi influenzino l’acquisto di un libro?

 Prima di essere blogger/recensionista ero e sono una lettrice di blog, anzi mai avrei immaginato di poterlo diventare a mia volta visto che lo consideravo un qualcosa di inarrivabile. Oggi l’offerta di blog rispetto a qualche anno fa si è ampliata per cui i lettori si sono un po’ sparpagliati qua e là. Ad essere onesta anche le polemiche sull’obiettività delle recensioni nel favorire l’autore amico non aiuta il lettore a leggere recensioni. Nel mio piccolo posso dire che spesso mi scrivono in privato dicendomi di aver letto la recensione e poi aver preso il libro. Credo che la vera differenza la facciano le  valutazioni pubblicate su Amazon dove prima di acquistare qualcosa, l’occhio alle recensioni lo buttiamo un po’ tutti.

Come è nata l’idea di recensire dei libri e cosa ti dona farlo?

È nata per puro caso grazie ad Anna Russo che mi ha spinto ad incominciare, molto prima rispetto a quando poi ho iniziato. Come ho già detto lo vedevo un qualcosa di inarrivabile che dev’essere fatto da persone competenti. E allora mi sono messa a studiare la parte tecnica di un romanzo, cosa distingue i vari generi, fino a trovare una mia chiave stilistica. Amo condividere le emozioni che i libri mi trasmettono, amo poter raccontare attraverso i libri la realtà attorno a noi, mettere in discussione pregiudizi pur restando l’amica fidata che ti consiglia.

Quali sono i generi che tratti e hai delle preferenze di lettura?

Nella mia attività di recensionista ho letto svariati libri, di moltissimi generi diversi perché sono curiosa di scoprire cose nuove. La mia predilezione resta il romance in ogni sfumatura, in particolare erotici, dark, lgbt.

Ti è mai capitato un libro che ti ha messa in difficoltà e che secondo te non doveva essere pubblicato? Come ti sei rapportata con l’autore?

Partendo dal presupposto che non ho competenze per stroncare romanzi e che ci vuole molto rispetto e tatto verso il sogno di un autore e verso il lavoro che c’è dietro ad un romanzo, cerco sempre di far notare le criticità di un libro ma soffermandomi a capire il perché l’autore l’abbia voluto scrivere. La forma si può migliorare, il refuso togliere ma il riuscire ad emozionare o ce l’hai oppure no. Detto questo credo che per scrivere occorra talento ma anche impegno, consapevolezza dei propri limiti e studio. Non è per chiunque e bisogna esserne coscienti e consapevoli quando pubblicando ci si espone al giudizio. Non si può piacere a tutti e bisogna trovare la propria nicchia di lettori a cui arrivare.

Quali sono i tipi di personaggi che ti restano nel cuore?

Amo le anime fragili, spezzate, incomprese che l’amore schiude alla vita. Personaggi oscuri, anime perverse che non chiedono di esser cambiate ma solo amate.

Leggendo tanti libri, non hai il timore che passi la tua passione e di non essere più obiettiva? Come risolvi il momento di crisi, se lo hai?

Dall’inizio dell’anno ho letto quasi cento libri per cui un bel bottino direi! La paura di non esser obiettiva, di spoilerare, di scrivere recensioni meccaniche e non di cuore c’è ad ogni libro, ma è lo stimolo per non adagiarsi mai. Quando sono stanca di leggere, non leggo semplicemente. È come quando studiavo all’università, se leggo una frase più volte vuol dire che devo chiudere per un pò, distrarmi per poi ritornare. Leggere libri è una passione liberatoria e non un obbligo. E poi bisogna anche considerare che per ogni libro c’è un tempo adatto per leggerlo, una predisposizione d’animo giusta.

Dopo aver letto molti romanzi, quale consiglio ti sentiresti di dare agli autori?

 Il consiglio che do agli autori è di ascoltarsi dentro, vivere la vita, scrivere libri che loro stessi leggerebbero e non quel che i lettori chiedono o si aspettano. Devono essere orgogliosi del loro lavoro su quel libro e crederci perché se i tuoi personaggi non li ami tu, non raccontano quello che tu vuoi dire, non ti rappresentano e non arrivano. Date ai libri tempo, spazio, cura senza fretta. Soprattutto consiglio di scegliere bene da chi farsi affiancare nella fase di editing del romanzo, di lasciarsi guidare e consigliare perché solo mettendosi in discussione avviene una crescita e questo può accadere solamente attraverso un occhio esterno al proprio.

Ringraziandoti per aver risposto, ti pongo un’ultima domanda. Quali sono i tuoi progetti futuri?

Nei miei progetti futuri c’è solo un kindle, nuove emozioni da scoprire e da condividere con chi mi legge! <3

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