Lo specchio a cura di Patrizia Palese

 

Chissà quante volte, la mattina mentre ci trucchiamo (ovviamente mi riferisco alle lettrici), o mentre vi fate la barba (e questo è intuitivamente rivolto ai lettori, ma ora che ci penso lascio ad ognuno la scelta, visti tempi), abbiamo sottovalutato quell’oggetto che rifletteva la nostra immagine, tanto esso fa parte della nostra vita quotidiana.

Questa mattina, poi, ho salvato in extremis i miei futuri 7 anni, in quanto ho evitato per un soffio la rottura dello specchietto della cipria, e, con l’oggetto fra le mie mani, ho cominciato a pensare a quanto dietro di esso si potrebbe trovare.

Da sempre ha rappresentato uno strumento per la conoscenza nostra e degli altri, ma anche, per certi versi, dell’universo stesso. Lo specchio, quindi, è fra gli oggetti quotidiani il più magico, ma anche il più ambivalente, perché rappresenta il bene e il male, il brutto e il bello, la Luna e il Sole, l’amore e la morte, ma soprattutto non mente mai, o almeno non troppo spesso.

Molte fiabe hanno come protagonista lo specchio e ogni volta esso ha significati diversi: in ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE  è l’accesso per entrare nel mondo della fantasia, mentre in BIANCANEVE è la voce della verità.

Molti di noi avranno letto la fiaba di Lewis Carrol e ricorderanno che Alice mentre sonnecchiava in poltrona si chiedeva cosa ci fosse dietro lo specchio; da questo suo pensiero inizia un viaggio che porterà la piccola in un mondo fantastico dove regole sensate e non, lo governano. Cosa se ne deduce? Che lo specchio dà la possibilità di entrare nella fantasia e che solo attraverso di essa si può raggiungere la saggezza.

Ma ecco l’aspetto negativo dello specchio. Nella fiaba della REGINA DELLE NEVI esso diviene strumento per deformare diabolicamente la realtà, ed è costruito proprio dal demonio e dalla sua rottura accidentale fa si che le schegge avvelenino  i cuori degli uomini rendendoli freddi e cattivi; solo l’amore, quello vero, riuscirà a guarire l’umanità da questa condanna.

E di nuovo un’altra fiaba LA BELLA E LA BESTIA dove lo specchio ha un uso positivo, perché informa Bella su quello che avviene lontano da lei e l’aiuta a vedere chiaramente sui suoi sentimenti per la Bestia.

Ma la favola più nota che ha anche dato il titolo a questo articolo, è senza dubbio quella di BIANCANEVE. Qui lo specchio risponde alla domanda della regina su chi è la più bella del reame e la sua risposta è la voce della verità, dura e implacabile.

Lo stesso atteggiamento è usato dal dio della morte induista YAMA che attraverso lo specchio del karma giudica le anime.

Ma il suo simbolismo ambivalente continua con la realtà che riflette la luce, la rimanda facendo vedere l’impronta divina nella creazione, ma anche le armi deduttive che nascondono l’inganno; infatti nei miti, le SIRENE avevano sempre uno specchio per riflettere le loro immagini ai naviganti che, abbagliati dalla realtà ingannevole che vedevano, non si curavano dei pericoli e della reale essenza di quelle figure.

Dal punto di vista onirico lo specchio rappresenta il mondo che però può essere rovesciato (la destra diventa sinistra e viceversa) e solo apparentemente è uno strumento innocente. A questo proposito perché non ricordare i famosi SPECCHI USTORI che bruciarono le navi dei romani deviando la luce del sole, durante l’assedio di Siracusa nel 212 a. C.?

Dal punto di vista simbolico viene assimilato alla Luna a causa della sua forma rotonda, ma soprattutto, perché non produce luce e riflette ciò che assorbe; in più sia la Luna che lo specchio sono quasi sinonimi delle visioni, dei sogni e della fantasia.

Se poi vogliamo conoscere anche le opinioni di altre civiltà, in Giappone esso è uno degli emblemi dell’Imperatore, in quanto egli viene considerato discendente da AMATERASU la dea del Sole e quindi lo specchio è il simbolo del Sole perché illumina e dà la conoscenza. La sua forma richiama il loto con otto petali ed è chiamato YATA NO KAGAMI. Quando viene nominato il nuovo imperatore, i sacerdoti del santuario di Ise lo consegnano al sovrano come simbolo di illuminata saggezza che dovrà avere per governare il suo paese.

Mentre facevo questa ricerca mi sono chiesta da che cosa derivava questa tradizione e ho scoperto una leggenda che vale la pena di raccontare: si dice che Amaterasu offesa dal fratello, si nascose in una grotta togliendo al mondo la sua luce. Tutti gli altri Dei vedendo che il mondo continuava a vivere nell’oscurità, cominciarono a cercarla e saputo del suo nascondiglio, posero all’ingresso della grotta uno specchio. La dea incuriosita si sporse per vedere cosa era e vide la sua luce riflessa, ma non conoscendo l’oggetto pensò che quella luce provenisse da un altro Sole; la sua curiosità fu più forte della sua rabbia e uscita completamente allo scoperto ottenne le scuse dal fratello e il mondo riebbe la sua luce.

Non so a voi, ma per me il mondo medio-orientale ha sempre rappresentato quasi un altro pianeta. Per esempio in questa parte del mondo ancora oggi quando due fidanzati si incontrano nel giorno del loro matrimonio, sono condotti in una sala con un grande specchio perché possano vedere se stessi come appariranno per sempre al mondo: uniti in una cornice.

Nella mitologia greca, invece, NARCISO si innamora della sua immagine riflessa in uno specchio d’acqua e per abbracciare quella visione, vi si getta dentro e affoga e da lì si trasforma in un fiore che continua a rimirasi nelle acque. Secondo gli esoteristi questa leggenda indicava la morte necessaria per rinascere rinnovati.

C’è poi la frase conosciutissima L’OCCHIO E’ LO SPECCHIO DELL’ANIMA. In pratica è il concetto socratico CONOSCI TE STESSO nel senso che solo una profonda analisi di noi può fare in modo permettere agli altri di vedere quanto di buono o di pessimo c’è dentro di noi.

Fra gli sciamani siberiani lo specchio ha una valenza di protezione e applicano sui loro abiti molti specchi che li dovranno difendere dagli spiriti malvagi, perché lo specchio può avvisare della presenza che si nasconde dietro le nostre spalle, anche se non la vediamo direttamente.

Una tradizione delle nostre campagne dice che un grande specchio deve essere messo nella camera degli sposi per aumentarne l’ardore reciproco, ma non deve riflettere il letto, pena la perdita dell’amore e dell’anima in quanto attraverso di esso il demonio potrebbe entrare nella stanza e giacere fra gli sposi e forse questo è il motivo per cui nei paesi musulmani gli specchi sono chiusi da sportelli di legni dipinti.

E ritorniamo nella mia stanza e al mio specchietto per la cipria, ma soprattutto al suo, per fortuna, mancato incidente. Perché la rottura di uno specchio portava i fatidici 7 anni di guai? Secondo gli antichi romani la vita si rinnovava ogni 7 anni, quindi la rottura di uno specchio che rifletteva le immagini del mondo e di se stessi, rompendosi e non potendo più essere utile al suo scopo in qualche modo indeboliva l’immagine della salute e della bellezza del mondo e di conseguenza per riequilibrare l’armonia ci voleva un nuovo ciclo di 7 anni. Naturalmente c’era un rimedio a questa disgrazia: bisognava raccogliere tutti i frammenti e all’alba andare vicino ad un corso d’acqua e voltandosi di schiena gettarvi tutti i frammenti lanciandoli sopra la spalla sinistra.

Oggi come oggi riuscirebbe difficile non solo trovare una sorgente, ma soprattutto avere il tempo necessario per raggiungerla e poi essere puntuali sul posto di lavoro sperando che l’aver scongiurato i 7 anni di guai non ci faccia trovare intrappolati nel solito ingorgo sul raccordo, da qui l’unico rimedio rimane quello di scongiurare possibili incidenti.

Per concludere questa lunga dissertazione si può dire che nello specchio possiamo vedere ciò che vogliamo: il bene e il male, il passato e il futuro, il vicino e il lontano, come facevano i maghi medievali che attraverso di lui avevano visioni future e con i suoi riflessi trasformavano delle pietre preziose in potenti talismani come JOHN DEE e CAGLIOSTRO e i loro specchi di ossidiana, ma anche qui come del resto in tutti gli oggetti, il male non appartiene allo strumento ma a chi lo usa.

Possiamo allora ripetere una preghiera cinese che dice:”Come il Sole, come la Luna, come l’Acqua, come l’Oro e come questo specchio, sii tu chiaro e brillante e rifletti solo ciò che è scritto nel tuo cuore”.

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