Verità violente di Cadelano Alessandro

Dopo il gran successo del Risveglio del Re I 4 elementi  (parte di una trilogia prossimamente in uscita), Cadelano Alessandro introduce con queste 2 pagine il suo primo  romanzo: Verità Violente.

L’unica cosa che ricordo è un forte lungo assillante suono.

Non so bene dov’ero e del perché lo fossi, solo una cosa era chiara e lampante, mi trovavo all’interno di una sala operatoria. Attorno a me quattro mura bianche prive di finestre che davano all’esterno e solo una porta a due ante che comunicava con un lungo e infinito corridoio dalla quale infermieri e dottori entravano a passo svelto con aria preoccupata. In alto un soppalco con due grandi vetrate, dietro di esse altri dottori molto giovani che osservavano il tutto con un taccuino alla mano come fossero degli studenti di qualche università. Quel fischio continuava snervante, mi voltai nella vana ricerca di trovare il macchinario che lo emetteva per capire che succedeva. Finalmente trovai il dannato aggeggio, era posizionato vicino a un lettino.

Proprio li sopra a qualche metro da me vi era sdraiata una donna col corpo completamente coperto dai piedi alle spalle con un gran lenzuolo bianco.

Dai discorsi dei medici capii che era stata vittima di un incidente e dalle loro facce capii che per lei non c’era più nulla da fare.

Il suo cuore aveva cessato di battere.

La loro tristezza contagiò presto il mio stato d’animo. Sentivo dentro di me una sensazione di vuoto, dolore, impotenza, il mio cuore batteva velocemente.

 

Non mi ero mai sentita così prima d’ora. Non capivo cosa fosse. Era come se riuscissi a percepire le sensazioni dei presenti, sentirne le emozioni, i pensieri, ma soprattutto a farne parte in prima persona.

Un senso di grande e immensa tristezza regnava nella sala, due medici si guardavano fissi negli occhi senza dire una parola, come a cercare un conforto o una frase che gli convincesse che avevano dato il massimo, che non si erano arresi se non davanti alla morte.

Una infermiera li vicino, la più giovane della sala, si asciugava continuamente il volto dalle tante lacrime che lo percorrevano.

Strano, non ricordavo il perché fossi lì ma capì presto che ero libera di potermi muovere nella sala senza essere di disturbo per nessuno.

Decisi con grande coraggio di avvicinarmi al lettino. Qualcosa che non saprei descrivere mi portava ad avvicinarmi a quel lungo lenzuolo bianco. La curiosità era tanta lo ammetto. Ero curiosa nel vedere a tutti i costi se conoscevo quella donna o se almeno il suo volto mi fosse familiare.

Inizia a far caso tanto da rimanerne stupita al fatto che  i presenti nella stanza non facessero caso a me tanto da riuscire ad avanzare indisturbata senza nessun ostacolo come se fossi uno di loro, o qualcuno autorizzato a stare li dentro.

Non portavo camici, ne mascherina sterilizzata, avevo la mia camicia bianca e una gonna e stivali neri, qualcosa iniziava a suonarmi strano. L’ansia aumentava, ma ormai non potevo più tirarmi indietro, dovevo capire chi fosse quella donna che mi incuteva tanto timore.

L’agitazione dentro di me aumentava, senza sapere nemmeno io il perché, iniziai a tremare, il respiro mi si fece sempre più pesante come se l’ossigeno della stanza che ai miei occhi era sempre più piccola, minuto dopo minuto non bastasse più.

Con il mio più grande stupore accadde quello che mai nessuno vorrebbe vivere nella sua vita … … almeno credo.

Non potrò mai dimenticare quel momento, la scena che mi apparve era folle, pazzesca, unica. Non riuscivo a capacitarmi di tale situazione, non potevo credere ai miei occhi, era impossibile, surreale, si trattava sicuramente di un sogno o peggio di un incubo

È passato molto tempo da allora ma ancora oggi mentre parlo con voi non trovo le parole per descrivere quel momento, quella donna sdraiata senza più vita alla quale quel lungo snervante fastidioso suono confermava il decesso … ero Io!

 

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