Recensione – Emma, Emma – di Mariangela Gigli – a cura di Cristina Rotoloni

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"Emma, Emma" verrebbe istintivo esclamare durante la lettura nei confronti della protagonista biasimandola con affetto. Mariangela Gigli non poteva trovare titolo più adatto per rappresentare la ragazza descritta nella storia. Emma Giulia ha ormai ben 25 anni e nonostante questo sembra l’esplosione di vitalità ed incomprensioni di una giovane adolescente in piena crisi. Scorrendo le sue disavventure non si può non provare una profonda simpatia  per la sua piccante e irriverente ironia e tanta dolcezza per la sua profonda insicurezza. Emma vive con una mamma molto particolare che l’ha cresciuta senza l’aiuto del suo compagno e condivide le sue esperienze con Valentina, un’amica a cui è molto legata e che le fa da grillo parlante. Emma sin da bambina ha sofferto per l’assenza della figura paterna e si è sempre districata tra le manifestazioni spesso particolari e fuori degli schemi di sua madre. Vittima delle sue stesse emozioni la protagonista non è in grado di comprendere quello che realmente prova e spesso non vede ciò che la vita le mostra, anche se in maniera palese, non accorgendosi così di ciò che vale la pena mantenere e ciò che è meglio perdere. L’esistenza di Emma ha un cambio radicale, quando sua madre decide di andare a convivere con l’attuale compagno egiziano, vedovo e con due figli: Samir. L’uomo dal carattere buono e saggio, vive in una magnifica villa e ha un importante lavoro manageriale. Il figlio quattordicenne è un tipo timido e chiuso che subito legherà con Emma, mentre il maggiore della stessa età della ragazza è aitante e molto sicuro di sé: Karim. La reticenza della giovane svanirà di fronte alle comodità che la nuova vita le proporrà. Questo cambio radicale stravolgerà tutte le sue convinzioni e la sua routine poiché sarà sorpresa da una realtà che sfugge al suo controllo e tra razzismo, pregiudizi, preconcetti, incomprensioni, tradimenti, precarietà del lavoro e proposte indecenti, riuscirà a superare tutte le difficoltà grazie all’intervento sempre presente di Karim che, come un angelo custode, sarà l’ombra di Emma. Sin da subito si percepisce il ruolo importante di questo ragazzo e la storia d’amore tra i due che sta segretamente nascendo, ma pur essendo deducibile non è per niente scontata. Non saprei dire se questo è un romanzo che potrà piacere al genere maschile, ma certamente affascinerà e coinvolgerà le lettrici grazie all’esplosività della protagonista, alla particolarità dei vari personaggi e alla profonda sensibilità e la forte passione di Karim, l’uomo ideale per molte donne. Nel testo si scoprono in alcuni passaggi le influenze di commedie d’amore americane che fanno parte della cultura generale. La copertina, raffigurante la protagonista persa nei suoi pensieri mentre osserva il Tevere, è molto bella, ben curata, visivamente invitante e descrive perfettamente Emma. Splendido è il passaggio in cui Karim riassume la personalità della protagonista, cogliendo con parole più che adatte la sua spontaneità, la sua fragilità e la sua forza. Nell’insieme il libro è coinvolge, emozionante, divertente e riesce a far battere il cuore per le vicissitudini dei personaggi, ma anche a far ridere per la spigliatezza ironica della ragazza unita agli atteggiamenti degli altri protagonisti. Ulteriore elemento fondamentale ed importante è il dialogo diretto tra il lettore ed Emma che incondizionatamente trascina dentro la storia.

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