Dal Diario di una ragazza 2

IL CORTEGGIATORE DEL 2000

 

Il significato di corteggiare è pressappoco questo : fare gentilezze per suscitare interesse, per farsi accettare.

I giovani d’oggi non conoscono questo verbo ed ignorano il suo significato.

Per la maggior parte sono cocchi di mamma abituati ad essere accuditi, vezzeggiati, osannati da madri sciagurate convinte di avere a casa un ibridazione di Brad Pitt, Bill Gates, Antonino Zichichi, e Dio solo sa chi altri.

Per queste madri l’assoluta normalità fisica del figlio è esaltata come un sublimato di fascino e bellezza, la mediocrità intellettiva viene  spacciata per genialità non compresa, la maleducazione per spiritosaggine e fantasia, inoltre per loro nessuna ragazza è mai “all’ altezza”.

Da ciò se ne deduce che il cocco di mamma non reputa conveniente “corteggiare”, qualora ne conoscesse il significato, piuttosto lui pretende che sia la ragazza  adocchiata a fargli la corte.

 

Siamo noi spesso a fare il primo passo, dato che il vanaglorioso non lo farà mai.

Il peggio è che la cosa ci intriga, ci convinciamo che, qualora riuscissimo nell’aggancio, saremmo riuscite ad attrarre un soggetto “difficile”, uno che “non ci prova con tutte”.

Sciagurate noi, gongoliamo sentendoci lusingate se otteniamo risposta positiva al nostro approccio.

Il punto è che, non solo lui non ci prova con tutte, ma non ci prova con nessuna.

Sta lì, fermo e tronfio, tracannando alcolici e fumando una sigaretta dopo l’altra, appoggiato alla consolle in attesa della prima illusa che ci prova.

Dopodiché si concede all’inizio di una probabile storia offrendo il repertorio di cui ho già iniziato a parlare.

Da soggetti del genere cosa ci aspettiamo, baci alla George Clooney?

Nooo amiche mie avrete solo rutti nell’orecchio, scorreggie in auto, brancicamenti sul vostro delizioso top di pizzo!

 Ragazze ascoltatemi, fuggite a gambe levate appena incrociate un soggetto del genere.

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