C’era quella sera

C’era quella sera una Luna grande e gialla
Come quasi sempre succede, una palla
Dal momento in cui entrasti in cucina
Non ebbe più senso ciò che c’era prima
 

Fu una sera assai strana, a dire il vero
Che mi rialzai dal letto incazzato nero
E perfino quel mio pessimo umore
Da nero che era, riprese luce e colore

Un giorno di marzo, di neve e d’inverno
E pure ricordo un gran calore quel giorno
In quella cucina, da sera che era, a fare mattina
Nell’aria c’era già il profumo di una bambina

Rispettala, corteggiala, stringila forte
Mi sai dire cos’è la vita, senza la morte?
Non lasciarla mai sola, abbandonata a se stessa
Ricorda ch’è sempre la mia Principessa

C’era nei tuoi occhi un clima sereno
Che poi ho rivisto sempre di meno
Non so in cosa sia consistito l’errore
Però mi cambiò il ritmo del cuore

Fu ancora una sera, alla fine di un concerto
Ricordo il mio letto, il tuo reggiseno aperto
Ancora quella casa, la nostra prima volta formalmente
Ma, in fondo, cambiava poco dal giorno precedente

Avevamo fatto l’amore in altre mille occasioni
Ci bastavano gli occhi, poi furono superflui i coglioni
Che bella che eri, e quanto coraggio!
Ma che fine hai poi fatto, nel pomeriggio?

Abbracciala, baciala, carezzala piano
Dille che l’ami, dille che l’amo
Anzi, no: son troppi anni che glielo ripeto
Sappilo tu: sarà il nostro segreto

23 marzo 2011 


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