Ancora sbarchi a Lampedusa.

 

E’ di questi giorni la notizia dei continui sbarchi di immigrati a Lampedusa e non solo. Barconi stracolmi, arrivati per miracolo sulle coste italiane. Gente disperata in cerca di un miracolo che l’Italia non può compiere. Le proteste degli abitanti dell’isola sono ormai sempre più aspre, è stata infatti occupata l’aula del consiglio comunale da coloro che chiedono lo spostamento dei 5 mila immigrati presenti sull’isola in altri luoghi. I cittadini dichiarano di non essere razzisti ma di dover sopravvivere ad una
situazione diventata ormai ingestibile. Non a caso, il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, questa mattina a Mattino Cinque, ha dichiarato che i migranti iniziano ad entrare nelle case della gente e a minacciare gli isolani.

Ecco io, alla luce di questi fatti mi chiedo se sia giusto, nei confronti degli italiani, non regolamentare e gestire in maniera più razionale l’entrata nel Paese di persone, indubbiamente disperate, ma che non potranno di fatto essere inserite a pieno titolo nella vita civile.
Credo che in un Paese già in crisi economica e lavorativa, come è il nostro in questo momento, sia abbastanza difficile riuscire ad integrare migliaia di persone, con il risultato che resteranno emarginate, senza lavoro (come molti di noi d’altronde) e relegate ad
una vita precaria e al limite della civilizzazione. Cosa che non giova nè a queste persone nè agli italiani. Per non parlare del fatto che vivendo in queste condizioni è facile che molti di questi immigrati arrivino alla violenza e alla delinquenza. E soprattutto è
inaccettabile che chi vive in Italia, a Lampedusa, nella sua casa, debba sottostare a dei soprusi gratuiti e debba essere cacciato dalla propria abitazione. Credo che manchi una regolamentazione più giusta e onesta nei confronti di tutti, immigrati compresi, i quali dovrebbero essere aiutati ad avere una vita migliore, non una vita disagiata come quella dalla quale fugguno, ma soprattutto non a discapito dei cittadini italiani.

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.