Nella mia rossa dimora

Piccoli pensieri scricchiolano
Poi superano se stessi

Così le mie
quattordici lune
di latta avanzano

C’è ancora un canto
nella mia rossa dimora

Dimmi dove sei
che ti vengo a prendere
in quali contorti
girotondi della mente
abbiamo smarrito il cuore

Si arrampicano i pleniluni
foglie d’avorio
sulle setole grigie
come vecchi paltò

Fra le scorze smarrite
d’arance amare
simili a sorrisi di maschere
cerco un pretesto
che sappia di sole

Nuda sulla tavola bianca
odo
sussurri ocra
E dei miei baci
intatti e frastornati
miele nascosto rimane
Scivolo come seta
sulla carta crespa
delle mie nuove parole.

Bruci
sui miei fianchi
di porpora e ginestra
come fra nebbia
capriccio
di mare

Bruci
biancospino gitano
di spigolosa luce
nel mio buio
mai vero.

Affondami adesso.
Perché sono di nuovo colore
fra le calze sfilate.

Elena Condemi

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