Lago di Bolsena.

 

Di ritorno dal lago di Bolsena, mi è venuto in mente di spendere qualche parola su questo mini-viaggio. Ovviamente non é una meta da sogno, non è uno di quei viaggi che lasciano il segno nella vita, no, è un viaggio comune, una destinazione raggiungibile da chiunque, ma non è di questo che voglio parlare, ma delle sensazioni che mi ha trasmesso questa piccola uscita. Siamo partiti a bordo di un camper, io e i miei bambini e i miei genitori campeggiatori da una vita. Una volta giunti a destinazione, in un campeggio in realtà nemmeno particolarmente attrezzato, abbiamo parcheggiato il camper e montato la tenda in cui avremmo dormito io e i piccoli. Era tanto che non passavo qualche giorno a contatto con la natura e devo dire che mi ha fatto bene nonostante non tutto sia andato per il verso giusto. La notte,infatti, ha iniziato a piovere dapprima poco, poi sempre più intensamente. Io e i miei bimbi era la prima volta che utilizzavamo questa tenda che per fortuna è rimasta in piedi sotto il temporale senza alcun problema. Ero lì in piena notte a contatto con la terra bagnata da cui ero separata solo da un telo plastificato e da un materassino gonfiabile con i tuoni che scuotevano i timpani e la pioggia che ticchettava sulla cupola della tenda e i miei cuccioli che imperterriti sonnecchiavano come se nulla fosse. Una strana sensazione, un misto di protezione verso i bimbi e di impotenza nei confronti delle intemperie. Il giorno dopo appena appena uno spicchio di sole e durante il sonnellino pomeridiano di nuovo il diluvio, di nuovo incastrata nella tenda ma tutto sommato serena. E’ stato uno dei pochi momenti in cui non potevo fare altro che stare ferma in silenzio a pensare e basta, senza computer, senza nulla che mi mettesse in contatto con il mondo se non un telefono ogni tanto. Era come una purificazione, un momento di pausa, come se qualcuno avesse per un momento fermato l’interruttore del tempo e delle cose da fare per regalarmi un po’ di pace, di semplice far nulla. Il giorno dopo finalmente il sole ha deciso di farci visita così siamo riusciti a fare una passeggiata lungo il lago, su un bellissimo prato inglese, perfetto per i giochi e per riempire di verde i proprio occhi!!! Il pomeriggio lo abbiamo passato in campeggio. Ed è stato come tornare indietro nel tempo. Sono tornata ai tanti pomeriggi passati nei camping quando ero piccola. Pomeriggi in cui i vacanzieri decidono di riposarsi lasciando al vento l’opportunità di riempire l’aria dei suoi flebili sussurri. In cui la calura si attenuava sotto gli alberi e la pace sembrava aver invaso tutto il territorio circostante. Quei pomeriggi in cui davvero il tempo si prendeva una pausa dal mondo. Una sensazione che non si prova mai in un appartamento in cui tutti i rumori della natura vengono chiusi fuori da una porta e da pareti di cemento. Una sensazione che permette di entrare in sintonia perfetta con il mondo che gira, con gli animali, le piante, il vento, l’acqua, una sorta di nirvana interiore che sono felice che abbiano conosciuto e provato anche i miei bambini.


Check Also

Diario di Sara – Il fiore del male

1 Mi chiamo Sara, ho diciassette anni,ma un tempo mi chiamavo Maria Grazia poi Caterina,cambio …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.