Follia

 FOLLIA

 

In questa serata bianca, scrivo per te. Questo foglio bianco raccoglie il colore degli occhi tuoi,li mescola ai miei e lancia come fosse una bolla questo insieme di colori,qualcuno forse lo troverà. Si cucirà un abito fatto dai nostri occhi, dai nostri sguardi che non si perdono mai, un abito di noi. Noi. Ma noi non esistiamo, frutto  dell’aria chiusa in delle gabbie, vento che taglia la pelle. Noi non esistiamo, io sono invisibile eppure tu mi senti, eppure tu mi tocchi, mi esplori, senti il mio cuore, senti la cucitura della mia anima. Tessuto dorato, disegni neri, un patch work rattoppato con ago e filo. Che anima è, un’anima ricucita? Cosa ha regalato, e cosa ha perso? Dalle tasche una conchiglia, il mare, sento il mare, quell’acqua che calma la mia follia, quella follia che mi porta a prendermi il cervello e dipingerlo con pennelli fatti d’amore. Voglio amare, voglio amarti, ma ti odio. Odio quando ti sento, quando mi parli, quando mi tocchi, voglio odiarti ma ti amo. Ti amo con la stessa potenza dei pazzi. I pazzi che ti abbracciano continuamente, ti tirano le camicie, ti guardano ma non ti vedono, o vedono quello che tu non riesci a vedere. Io sono pazza, pazza di te, di questo amore intriso a quest’odio. A questo sangue che mi hai donato tagliandomi la vita in mille pezzi. Ho perso l’abito fatto di noi. Ho perso i nostri occhi, ho perso quello che eravamo, e non eravamo nulla, nulla di fronte alla Luna che ogni sera ci sorrideva. Io non so chi eri, non so perché le tue mani toccavano le mie e mi davano un’emozione così forte da farmi sentire le lacrime solcare direzioni sconosciute. Io adesso non so chi sono, non so perché ti amo, e non so perché ti odio. La mia follia ha raccolto dei sassi a forma di cuore, odorano di te, sono sporchi di sabbia e sale,come te, come il tuo corpo dentro al mio. Profumo di sale, profumo di sabbia, profumo di te, sono te. Una luce lontana mi abbaglia, sei tu che giochi con gli specchi. Odio gli specchi, mi guardo e non mi riconosco, un volto perso in un pezzo di vetro. Mi deforma, deforma i miei lineamenti, la bellezza è svanita, una mano  che esce dallo stomaco prende quel pezzo di vetro e lo butta a terra, frantumandosi in mille pezzi, pezzi piccolissimi. Guardo, vedo un occhio, il naso, le labbra, i capelli, l’altro occhio. Li rimetto insieme, sono storti,distorti. Ti amo distorsione della realtà, ti amo ma non ti capisco, ti amo pura follia della mia mente, mente stupenda che a tratti suona sax e violini, e si bagna di te. I pensieri adesso posseggono quel biglietto che  volevo, solo andata, senza ritorno. Ora posso partire, ho ricucito l’anima con un filo d’oro, ho riattaccato i pezzi dello specchio con la mia mente. Il mio cuore batte, il mio amore e il mio odio si sono sposati oggi. Cerimonia indimenticabile. Dentro alla mia valigia ci sei tu, e ci sono anch’io. E’ passato un carretto nel pomeriggio e mi ha lasciato un fagotto con dentro noi. Noi ci siamo. Adesso è tutto a posto. Ho ricomposto il mosaico della nostra vita, possiamo andare. Andiamo a fare l’amore, amore mio, oggi non l’abbiamo ancora fatto.

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