Colore in bianco e nero

Colore in bianco e nero

 Ti guardo dall’ombra di un vetro, passeggi sulla sabbia,mentre piccole onde ti bagnano i piedi. I tuoi capelli biondi profumano di vento e di salsedine, mentre la tua figura disegnata a matita entra piano in una tela bianca ancora da dipingere.  Io sono lì, poco lontana da te, solo quel vetro ci divide. Io dentro, tu fuori, tu in bianco e nero, io a colori. Le due metà di uno stesso orizzonte. Sogno ancora di te, e del tuo maglione grigio fumo, il sapore della tua sigaretta sui fogli sparsi a terra. L’ingranaggio del tuo erotismo aveva toccato le mie corde così desiderose delle tue mani, solo guardandomi eri riuscita a suonare una melodia dolce e sensuale.  Lampi d’amore nei tuoi occhi giocavano a nascondino con i miei, le tue labbra seducenti mi cercavano scavalcando il timore della ragione avvinghiandosi al mio viso segnato dalla tua vita. Rughe di piacere e di dolore segnavano le strade del mio corpo. Quel corpo che volevi continuamente dentro ai tuoi abiti, dentro alle tue fotografie, dentro ai tuoi colori. Dentro e basta. Le mie mani sui vetri come se potessi toccarti, come se dipingessi i tuoi arti con l’odore della mia pelle spettinata. Sabbia malinconica, portami vicino a lei. Lei che passeggia sola con me dentro. Prendimi e rimettimi addosso, incollami al tuo seno, prendi il mio viso tra le mani e fanne un mosaico, lavoralo come fosse di creta, forma una maschera dove insieme,potremmo amarci per sempre. Una maschera bianca senza lineamenti. Inventami, scolpiscimi, creami nuovamente, fai di me la tua essenza, colorami con i colori della vita che vuoi, del sesso che desideri. Posso essere per te, donna, mare, ombra, luna o sole. Posso diventare te e con te fare l’amore, posso essere le tue mani e toccarti, posso essere le tue labbra e baciarti, posso essere la tua anima e stringerti, posso entrare dolcemente e darti piacere, posso essere ciò che vuoi. Tu sei, tu eri. Io sono, io ero. Ora siamo. Tu a colori, io in bianco e nero. I ruoli invertiti, passaggi strani, e pertugi fini dove poter sbirciare la vita dell’altra, l’amore dell’altra, i desideri nascosti di chi sa che questa è pura follia. Io ti appartengo, tu mi appartieni. Legate da quell’onda che poco prima ti ha bagnata di me, e del mio amore.  Scatta quell’immagine, fermala adesso, poi non saremo le stesse, non odoreremo più dei nostri sessi appagati dalle alghe di un mare profondo che ci ha riportate in questa vita per poterci ritrovare ancora e rivivere questo amore. Tu lo sai che sei mia, io lo so che sei mia. Lo eri prima, lo sei ora. Lo ero prima, lo sono ora. Incastra le mie mani dentro al tuo corpo, inarca la schiena, e muoviti. Rinascita, rivoluzione, reinventarsi un’esistenza nuova. Io rimango con te e dentro a quella tela ora posso comporre il sentimento che ci legò quando ci guardammo la prima volta e sentimmo che volevamo solo averci addosso per ricordare chi eravamo prima, e chi siamo ora. Ogni volta che facciamo l’amore, il sole entra da quel vetro e ci dipinge come fossimo due statue nuove,lisce, e mai toccate. Quell’onda che ti ha bagnata di me, ha fatto nascere una conchiglia. La colsi e la misi in tasca, ora tu viaggi sempre tra i miei vestiti, tra la mia musica, dentro a quella vita che mi ha regalato te. Un cerchio scritto il nostro, parole, e favole di rose. Tu sei la mia rosa. Penna e calamaio. Rosa e inchiostro. Favola e incantesimo.

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