Infinita-mente Marlen

Nel gennaio 2012 il mio primo poemetto, con prosa – poesia – fotografia di Raffaella Amoruso

nota dell’Editore:

“Una Marlen sottile, ambigua, sospesa tra sensualità e misticismo.

Raffaella Amoruso tocca eccelsi livelli di limpidezza di scrittura

e di perfezione stilistica. Buona lettura a tutti!!!”

 

Guido Signorini storico e critico d’Arte
Può un corpo, nella sua prorompente femminilità, annullare completamente il pensiero della persona al quale appartiene? O può, viceversa, lo stesso pensiero condizionare lo stesso corpo nel suo agire fisico, fino a renderlo succube dell’elucubrazione mentale?
In Infinita-mente Marlen, questa tesi sembra assumere consistenza nel momento in cui il lettore entra nel testo o, per meglio dire, lo avvinghia come fosse preda o visibilità di un’astrazione al limite dell’accadimento.
In un verso, collocato nelle prime pagine del componimento, si legge:
Perfettamente imperfetto.
Infantile e provocante
Nella sua semplicità.
gioco di ossimori dove l’imperfezione fisica, reale o immaginata, trova respiro nella leggerezza della sua semplicità.
A ritmi regolari
Accarezzo
La mia femminilità.
Liberatoria
Cascata di sale
Tra le lacrime
Si confonde.
La stessa leggerezza si trasforma in estasi quando Marlen si fonde nel e con il suo corpo, miraggio o consapevolezza di un insostituibile godimento che appare, nel verso successivo dove:
La voce
Accarezza la mente
Con sogni proibiti.
Si concretizza, in questo caso, quella forza del pensiero, quella fantasia scudo/protettiva racchiusa in ogni manifestazione d’erotismo.
Il lavoro della Amoruso prende forza e si accende dove, anche la parola, sembra assumere musicalità diversa. E’ quasi un grido quello che si percepisce tra lo
Smalto rosso
Effimero sogno di passione.
Foga bruciante
Sulla carne che grida.
Bisbiglio lussurioso
Di energica femmina avida.
che sembra attenuarsi subito dopo nel:
Soffocare il pianto nel tango
Sfregamento di corpi storditi
Due cuori immensi respirano
Passi di danza
Una straordinaria visualità poetica accompagna il lettore nella parte conclusiva del poemetto:
Calmo e placido
Il mare inghiotte
I nudi corpi
In un abbraccio caldo
Dove il salato si mischia
alla trappola amorosa
Di linfa vitale.
…e la luna sta a guardare…
dove ancora una volta, la luna, nel suo tempo senza tempo, assume le sembianze riflettenti d’ un romantico voyeur.
Guido Signorini

 

 

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