Martedì, Maggio 21, 2013
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2 Stesura.I poeti maledetti.Testo copyright Leandro.Loy. Beethoven Musica.

Descrizione

Dovrei concentrare il mio sguardo nel riflesso del mio specchio, per carpire ciò che il mio esistere mi nasconde da sempre. Vorrei poter decifrare i moti interni dell'animo, quando si inonda dell'essenza propria, per ascoltarne l'armonia che vibra e si diffonde nel corpo, a colorarne persino il mio volto. Potrei desiderare che i miei occhi si avvolgano dentro una tenue malinconia, per trasmettere all'altrui un'emozione, una salienza, una pura e legittima mia necessità. Dovrei comprenderti maggiormente anima mia, che segui questo mio corpo stanco e viatico d'esperienza, in questo mondo di uomini smarriti, impazziti. Dovrei riflettere e detestare quella parte schiocca di me che si ostina nella comprensione, e la ragionevolezza verso l'altrui futili motivi. Dovrei...vorrei poter essere migliore nel bene e nel male, e tenere ferreo il mio pensiero che invece vola e batte le proprie ali esprimendo la poesia maledetta dell'animo. Plano e ascendo velocemente, persino dove il buon senso dovrebbe fermarmi. Nella vita non c'è condanna peggiore che essere interpreti d'emozioni. Siamo esiliati in noi stessi per ogni istante e pronti a soppesare un'indefinita realtà che non percepiamo mai come la nostra. Noi... i poeti maledetti dagli uomini e da Dio, gli accattoni che mendicano sugli altrui sentimenti, un poco di avanzi di cibo, di un lauto pasto appena terminato. Leandro.Loy. San Martino del Carso. Di queste case Non è rimasto Che qualche Brandello di muro Di tanti Che mi corrispondevano Non è rimasto Neppure tanto Ma nel cuore Nessuna croce manca E' il mio cuore Il paese più straziato Ungaretti.

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