Recensione Tatuaggio di Cristina Rotoloni a cura di Patrizia Palese

Il titolo del libro sembra suggerire una storia dura, una storia moderna, attuale.  In parte è vero, ma in questo libro si parla di vita, di tante vite, di animali che proteggono, di uomini che muoiono, che amano, che non vogliono ammettere di essersi sbagliati perché la gente “vuole un colpevole” e non importa se poi non lo è, di donne che amano chi non potrà mai amarle, di ragazze che fuggono dall’amore per troppo dolore sopportato…una tavolozza di vite che si accavallano e si sovrappongono senza mai distruggere o appannare le altre vite. E poi quel tatuaggio sul collo, un segno che nasconde o rivela chi è Alex. E la storia prende il via in una atmosfera che profuma di irreale: una casa in campagna che conosce solo Maliba, i suoi libri d’arte, il silenzio del bosco, il  rapimento e l’ombra di un serial killer che sembra essere dovunque. Fra i due, Maliba e Alex inizia una guerra fatta di paure, di dubbi, ma anche di tanto inspiegabile e sempre non accettato amore da nessuna delle due parti, anche se per motivi diversi. In questo libro sono uniti fra di loro tutti gli elementi per rendere una storia avvincente: suspense, amore, odio, paura, mistero, ambiguità. Ogni personaggio ritaglia la sua personalità con un coltello affilato dal panorama generale  e ne viene fuori una persona con tutti i suoi limiti e difetti. E così si procede nella lettura attendendo la risoluzione, cercando in ogni gesto la rivelazione della storia, scoprendo invece, come accade anche nella vita reale, di rivivere ciò che si pensava lontano da sé, come l’estraniarsi di Maliba ogni volta che Alex tenta di avvicinarsi a lei…un fuggire da ciò che lei stessa non riesce a dimenticare. Un libro che parla di violenza senza violentare nessuno, perché per far male a volte può bastare solo il ricordo della violenza subita o taciuta…e quel tipo di ricordo ha un odore che sa di marcio, un odore che ti chiude la gola…ecco questo, in ultima analisi ti rimane dopo aver letto questo libro, un odore. Quando uno scrittore riesce a trasmettere un odore vuol dire che ciò che ha scritto vale la pena di leggerlo.

 

 

 

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