Recensione – Oltre il buio il destino – di Emanuela Arlotta a cura di Patrizia Palese


 

Il primo contatto con un libro lo si ha dalla copertina, ma se poi leggendo la storia l’intreccio ti delude o anche ti lascia un sapore asprigno, allora quella copertina ti sembra quasi uno sberleffo.

Non così per il nuovo libro OLTRE IL BUIO IL DESTINO di Emanuela Arlotta.

Quella ragazza racchiusa in se stessa, senza colori, senza uno sguardo da ragazza che vediamo, racchiude tutto ciò che si leggerà, perché Sophie è una ragazza apparentemente normale, anzi per dire meglio, una ragazza di oggi, una giovane donna che non vuole dare soluzioni epocali ai problemi del mondo, ma solo vivere in una realtà fatta di piccole cose, in un mondo che sembra non avere troppi colori, un mondo che però è fatto di persone che non sembrano rendersi conto di quanto lei, in quel piccolo monolocale con le sue poesie, i suoi ricordi, i suoi sogni infranti, convive senza troppe illusioni.

Una donna che ancora non sa di esserlo, che accetta gli schiaffi che la vita le ha dato sentendosi responsabile di quasi tutto…ho scritto quasi, perché quel tutto, ciò che credeva migliore di lei, a cominciare da Marina, la titolare del negozio dove lavora come commessa, improvvisamente, per un banale incidente stradale mostra un altro aspetto…quel tutto cambia, quel tutto diventa speculare rispetto a quello che Sophie credeva immutabile e quel tutto diventa possibile e reversibile.

Non è una passeggiata in una pianura soleggiata ingentilita da papaveri ed erbe odorose quella che farà la ragazza, tutt’altro, ma Sophie non tentenna…a volte si ferma, ma solo per riprendere fiato…ha paura Sophie, ha paura di tutto, ma lo scoprire che anche altri hanno le sue stesse paure e non cercano di vincerle come fa lei, la rende più forte e questo indipendentemente se al suo fianco ci sarà un amore, un genitore o un’amica.

La donna che è dentro Sophie viene alla luce dopo un buio che temporalmente potrebbe essere durato anche poco, ma quel buio dove lei era sprofondata non l’ha schiacciata…lei è fuori, in un futuro che è cresciuto perché sia lei che chi l’ha riconosciuta come una persona, vivranno insieme.

Non è un lieto fine, perché nulla finisce, ma da questo momento inizia la nuova vita di Sophie…non sarà sempre facile, non avrà sempre delle fantastiche soluzioni, ma sarà una vita da vivere.

Lo stile di Emanuela in questa storia, diventa più attento alle sfumature, si sofferma nel trasmettere anche solo un respiro affannoso e perché esso avviene, diventa più descrittivo senza però mai essere stucchevole.

Un nuovo modo di raccontare che per Emanuela non credo si fermerà a questo racconto lungo, o libro breve a secondo di come lo si vuole intendere; probabilmente ci saranno altre Sophie, Ivano, Marina e, perché no, anche Matteo…mai mettere limiti alla voglia di emozionare di una scrittrice come Emanuela Arlotta .

 

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