Recensione al libro – Ritrovarsi a Parigi – di Marta Lock a cura di Cristina Rotoloni

 

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Recensione al libro “Ritrovarsi a Parigi” di Marta Lock

 a cura di Cristina Rotoloni

 

Un romanzo sentimentale e ricco di colpi di scena è l’ultima pubblicazione di Marta Lock. Un libro che scorre su emozioni prevalentemente femminili che farà appassionare le donne, ma non lascerà indifferenti gli uomini. E’ un mondo che si muove verso la riscoperta di se stessi, dove la comunicazione e l’analisi profonda e personale porta la protagonista a capire il percorso della sua vita. “Ritrovarsi a Parigi”, il titolo dell’opera, è la premessa non solo di un ritrovamento fisico tra diverse persone anche a volte sconosciute, ma è essenzialmente un ritrovare, o meglio scoprire, le proprie origini e di conseguenza se stessi. Si potrebbe definire un libro con i personaggi in fuga. Difatti è proprio con il bisogno di evasione che inizia la nostra storia. Lizzy fugge da Londra a Parigi per allontanarsi da un uomo senza carattere che le sta asfissiando la vita. L’uomo incapace di accettare l’abbandono da parte della donna amata sfiora lo stalking e spinge lei ad abbandonare la città. Da subito il lettore si ritrova a scorrere velocemente le pagine coinvolto dagli sbalzi di umore dei personaggi e dai vari cambi di scena. Comprende, così, che il problema reale è Lizzy e il suo essere preda del timore di legarsi ad una persona, caratteristica predominante della protagonista, nata dall’abbandono da parte del padre alla nascita, che le impedisce di vivere rapporti duraturi e normali. Lizzy è una donna apparentemente soddisfatta della sua quotidianità, incluse le sue continue fughe dalle responsabilità sentimentali. Dico apparentemente perché lei solo quando rinascerà a Parigi scoprirà l’infelicità sopita nel suo animo fino a quel momento e svelerà che la donna forte che vive del suo lavoro, in realtà è una creatura fragile che cerca l’amore in cui pensa di non credere più. In un rapporto spazio temporale in continuo movimento tra passato e presente, l’autrice utilizza la protagonista per affrontare un insieme di turbamenti e malesseri sociali. Il primo di tutti è l’abbandono, tra genitori e figli, tra uomini e donne, tra generazioni. Mostrandoci così che il desiderio di non far soffrire il prossimo e l’incapacità di confessare le proprie paure portano alla fuga più che alla risoluzione dei problemi. Il lettore si ritrova incatenato al racconto, incapace di abbandonare le pagine con il desiderio di conoscere il prossimo colpo di scena. S’immerge sempre di più negli stati emotivi dei personaggi continuando la sua esperienza interpretativa dei temi trattati. Il libro è un chiaro spunto per rapportarsi con molte delle problematiche odierne. Si parla, difatti, di razzismo, di prostituzione, del gioco d’azzardo, del rifiuto, della chiusura comunicativa, degli ospizi, della malattia, della crisi gestionale ed economia, ma anche del coraggio di cambiare il proprio presente e soprattutto della scoperta dell’amore, quello vero, quello con l’A maiuscola. Altrettanto presente e forte è il valore delle nostre origini e dei nostri anziani, vere biblioteche d’insegnamento, ma essenzialmente custodi della nostra storia. Il fulcro di tutto è Bruno, il coprotagonista, che partendo da una storia di immigrato italiano, non accettato nella Parigi della seconda guerra mondiale, dimostra le sue capacità diventando uomo di successo. Inizialmente è un classico marinaio circondato da donne, poi, davanti all’amore della sua vita, rinnega il suo passato libertino e affronta qualunque ostacolo per averlo. Nella vecchiaia il nostro marinaio si mostra in tutto il suo essere e ne emerge il nonno che tutti vorrebbero avere. L’uomo giusto che lotta contro i pregiudizi, pronto a perdonare gli errori altrui e faro della sua famiglia. Superato quindi un passato poco virtuoso lui si tramuta nell’uomo guida, l’angelo, la coscienza di questo libro. Ho come la sensazione che Marta Lock abbia l’immagine ben precisa di questo personaggio, come se le avesse realmente attraversato la vita. Un altro valore fondamentale ben espresso è quello dell’amicizia. Per amicizia si lavora gratis, si sopportano gli atteggiamenti strani, s’investono soldi, si litiga con gli altri, si protegge e sostiene chi c’è accanto. L’amicizia diventa un altro elemento imprescindibile dall’esistenza umana che riempie di energia la storia, mostrandoci un’altra grande forma d’amore. Nei continui colpi di scena, Lizzy scoprirà che non è l’unica a fuggire e sul suo cammino incontrerà Yannik che non le renderà a fatto la vita facile, ma che porterà il lettore sempre di più nella storia. In un gioco di fughe ed inseguimenti, il loro affetto faticherà ad emergere evidenziando le difficoltà che nascono dal coraggio e dalla paura di dire la verità. E’ questo quindi un libro di crescita, cambiamento e svolte. Un libro dove si scopre che bisogna anzi tutto dare, invece di pretendere di ricevere. Lo stile di scrittura, fresco e discorsivo, scivola così velocemente che si dimentica che sono più di 400 pagine. Lizzy e tutti gli altri personaggi riescono a monopolizzare l’attenzione del lettore portandolo a chiedersi se ci sarà la svolta che cambierà tutta la storia o se rimarranno legati alle proprie paure. L’atmosfera parigina, l’introspezione dei singoli individui e la scrittura brillante dell’autrice, unita alla suspense emotiva, non solo lega il lettore alla storia e ai personaggi, ma si presta benissimo per la realizzazione di un film dove, tra emozioni e problemi, s’impara a conoscersi scoprendo l’altro e ad amare prima di essere amati.

 

(Ritrovarsi a Parigi di Marta Lock edito da gruppo Albatros)

 

 

Commento dell’Autrice Marta Lock alla mia recensione:

Sono commossa Cristina!!!! E’ bellissima la tua recensione, hai analizzato uno a uno i punti fondamentali emersi, alcuni dei quali sono fuoriusciti da soli bypassando la mia volontà cosciente!!! Non vedo l’ora di vederla pubblicata perché cercherò di darle il massimo risalto sia sul mio sito sia su quello della casa editrice, oltre ovviamente alla pagina del romanzo e al mio profilo!!!

 

 

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