Primo Amore (il mio Peruiga … e non solo)

Diventare, a solo 12 anni, il portafortuna, la mascotte, di una squadra di Serie B. A Perugia si può, o meglio si poteva negli anni ‘60.

È successo a Raffaele Leggerini, insegnante di educazione fisica e scrittore (oggi), che in quegli anni aveva instaurato uno stretto rapporto di amicizia con Amedeo Balestrieri, goleador e centravanti del Perugia di allora.

“La mascotte ufficiosa della squadra”, come lui stesso ha tenuto a precisare.

Da quell’amicizia, dalle storie che ne sono scaturite e dall’amore per il Grifo del giovane Leggerini, oggi è nato un libro che verrà presentato tra pochi giorni e che dal 14 di maggio è già sugli scaffali delle principali librerie della città.

Si chiama Primo amore, il mio Perugia… e non solo.

“Il Perugia era appena stato promosso in Serie B ed Amedeo (Balestrieri, ndr) abitava in un appartamento di proprietà della mia famiglia – racconta l’autore -. Mi portava agli allenamenti, al ristorante… dovunque andasse con la squadra, insomma”.

La stagione era quella ‘67/‘68 e i Grifoni stavano disputando, per la prima volta nella storia della società dall’introduzione del girone unico, il campionato cadetto.

“Ho vissuto quell’anno molto intensamente – prosegue Leggerini con un tono di voce che tradisce un po’ di malinconia -. La stagione seguente, in quell’appartamento venne ad abitare Polentes, altro grande calciatore biancorosso che nel corso della sua carriera ha vestito maglie importanti e raggiunto traguardi incredibili. Mi è dispiaciuto molto apprendere della sua morte, il mese scorso. La mia famiglia gli era molto legata, mia mamma ha fatto persino da madrina al battesimo di sua figlia”.

Raffaele Leggerini è preciso nel raccontare gli aneddoti riportati nel suo libro; il timbro di voce, ancora una volta, non riesce a mascherare l’emozione di rivivere, anche solo con la memoria, quei felici giorni d’infanzia, di calcio e più in generale di sport.

“In Primo amore ho voluto anche raccontare dei miei trascorsi da judoka; un’arte marziale, il judo, che ho praticato a lungo e con passione prima di scoprire il mio amore per il calcio. Un amore che mi ha portato perfino ad allenare una squadra giovanile del Pennaricci, qualche anno fa, e ad insegnare (cosa che Raffaele fa tutt’ora, ndr) Educazione Fisica nei Licei e negli Istituti Professionali della città. Racconta anche di questo, il mio libro”.

Ma, tornando al Perugia, quali immagini riaffiorano nella mente e nelle pagine dell’opera di Leggerini?

“Uno dei campionati più belli è sicuramente stato quello precedente al mio incontro con Balestrieri, l’anno in cui il Perugia si guadagnò l’accesso in Serie B. I biancorossi vinsero il campionato al termine di un’accesa lotta con la Maceratese e determinante si rivelò, in tal senso, proprio lo scontro diretto con i marchigiani. Finì 3-1 per il Perugia. In città si fece festa per giorni; anche il vigile di Monteluce, che a quei tempi doveva dirigere il traffico che transitava per la rotonda, con la mano sinistra faceva il segno del ‘3’, mentre col braccio incitava le macchine a passare e lasciare libera la strada”.

Altri tempi, senza dubbio.  

Il volume Primo Amore, (sottotitolo: il mio Perugia … e non solo) di Raffaele Leggerini, edito da “Francesco Tozzuolo Editore”, è stato presentato, alla presenza di ex Grifoni, Angelo Montenovo ed Eros Lolli, insieme al figlio Guglielmo, dell’indimenticato, Guido Mazzetti, Allenatore di quegli anni ‘70, il 18 Giugno 2011 presso la Pizzeria “Il Cascinale” di Olmo – Perugia.


Daniele Cibruscola

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