Perchè il governo Monti mantiene un alto indice di gradimento la maggioranza e non cade

di Ninnj Di Stefano Busà

 Il consenso frettoloso quanto inspiegabile di Mario Monti è certamente il risultato  di un rigetto viscerale alla politica berlusconiana, una sorta di esorcizzazione e di riadattamento all’idea di poter contare su una politica seria del  -fare-  tanto ventilata e opportunamente motivata da Berlusconi (prima versione).

 L’Italia aveva un grandissimo bisogno di adeguarsi alle riforme, di fare misure di emergenza che ci allineassero all’Europa, aveva l’esigenza  di un nuovo riscatto morale, di un salto di qualità, di una marcia in più che potesse riscattare la politica divenuta marcia e collusa, dopo l’afflosciamento e il galleggiamento degli ultimi tempi dell’esecutivo Berlusconi.

 Pur di mandare il Cav. a casa i partiti di sinistra e la stessa destra del buon Fini avrebbero venduto l’anima al diavolo. Oggi, bisogna leggere in chiave di avvicendamento fisiologico: l’entrata in scena di Monti è una sterzata a sinistra per evitare il vecchio governo, ma bisognerò valutarlo nei fatti, non nella speranza, giudicarlo dalle azioni di governo e non mi sembrano mosse ben azzeccate, sin dal suo primo esordio parlamentare.

 Intanto, l’secutivo Monti, con tutto il suo enturage riflette un atto di illealtà verso il popolo italiano, verso l’elettorato che si era democraticamente espresso,  il cui voto già espropriato del suo diritto di scelta da un metodo poco ortodosso di veti incrociati, di congreghe tra capi-gruppo arbitri decisionali degli eletti e di sotterfugi interscambiabili e di malapolitica perpetrata ai danni del popolo come quello del “porcellum” espresso più volte dal suo stesso firmatario, si è visto ora espropriato del suo sacrosanto diritto di eleggere per scelta e non per imposizione.

 La ragione per cui Monti ha tutto questo credito tra il popolo italiano è soprattutto di ordine psicologico. Dopo quasi un ventennio di berlusconismo portato alle sue estreme conseguenze, soprattutto negli ultimi tempi, da un ostruzionismo di carattere patologico e spesso esacerbato da contrasti, quanto inficiato nelle forme di legalità istituzionali, (inammissibili da parte di un alleato come Fini), l’esecutivo di Berlusconi navigava in brutte acque, sul “filo del voto”,ormai impossibilitato a svolgere le sue funzioni di tagli alla spesa pubblica, di riforme richieste dalla U:E, di modifiche strutturali per la crescita e il lavoro, il sistema pensionistico etc. era divenuto una roccaforte contro il giustizialismo forsennato della magistratura di sinistra, inceppato già dai mille divieti bossiani, che nutriva una coalizione d’interesse esclusivamente federalistica, in funzione del voto della prossima campagna elettorale che gli avrebbe fruttato altri voti.

 Infine l’odio viscerale verso il cittadino di status mediocre, (borghese di ceto medio Berlusconi che dal  -nulla-  si era portato alle alte quote fino ad essere il 2° uomo più ricco d’Italia avevano ingenerato calunnie, malumori, invidie, polemiche a mai finire. Tutti sappiamo quanto l’odio sia meschino e crudele, mai obiettivo nei confronti di un uomo che seppure impedito nell’espletamento del suo ruolo, tuttavia in tempi non sospetti ha dato il meglio di sé. Ma tant’è, si vede solo il brutto degli ultimi tempi e si inneggia al tecnocrate Monti quale “salvatore” dell’Italia, ma di quale Italia stiamo parlando? Allo stato dei fatti, sta facendo le medesime mosse. Non porta avanti nulla dei tagli alla politica, ha escluso, eluso, volutamente glissando sulla patrimoniale, (anzi non l’ha posta tra le priorità del governo), non effettua la strategia di utilizzare l’etere, i canali di trasmissioni televosivi vengono dati gratuitamente e distribuiti tra Mediaset e Rai; non colpisce le fasce alte dei redditi o patrimoni immobiliari megagalattici, non fa pagare l’ICI al megastratosferico patrimonio immobiliare di proprietà della Chiesa, non tassa in maniera adeguata (anche se c’è stato un accordo in proposito, si può obiettare sul fatto del tentativo di frode fiscale, se andava bene a costoro avrebbero occultato ingenti ricchezze, il che potrebbe essere un reato passibile di galera, si poteva fare subito un decreto -legge lampo al riguardo. Il rienro dei capitali dall’estero, è tassato al misero 1,1/5% perché è egli stesso un magnate, come può colpire i suoi simili? Tassa il popolo e i pensionati, allunga e strozza la povera gente, i cassaintegrati, gli operai con mestieri usuranti, che devono raggiungere un sistema pensionistico egalitario a regime contributivo per tutti a 65 anni e solo per contributi versati, aumenta le accise della benzina. In poche parole, sta facendo tutto quello che avrebbe potuto fare Berlusconi, Dov’è la differenza? se non avesse dovuto scontrarsi coi divieti di Bossi, il quale vede il territorio come suo terreno di caccia al voto, sperando di inaugurare la stagione delle vacche grasse, anche per il tanto sospirato “federalismo”, (ora caduto in disgrazia insieme al governo uscente) anche Berlusconi avrebbe potuto operare in tal verso e lo avrebbe fatto se avesse avuto ancora la maggioranza.

 

Dunque, apriamo gli occhi, giungiamo al nocciolo, guardiamo la realtà, che è quella di voler vedere a tutti i costi il bicchiere “mezzo pieno”, perché assediati da una sete irrefrenabile, che è quella della speranza, quella della fiducia cieca ed esasperata in “qualcuno o qualcosa” che ci dia una mano a salvarci dal baratro.

 

Ma non sarà Monti, per quanto si cerchi di farlo passare per un governo tecnico, quindi non costretto a passare sotto la mannaia dell’elettorato, ce lo ritroveremo…vedrete, vedrete…e non potremo più fare la battaglia dell’odio personale verso il ricco, verso colui che si fa le leggi “ad personam” verso il dittatore, il mafioso, il libertino.

 

Calunnie a mai finire. So per certo che Berlusconi ultima maniera si era afflosciato, si era snaturalizzato, si era estraneato dal suo fervore iniziale. Ma sfido chiunque nei suoi panni: con le sentenze passate ingiudicate presso le preture di mezza Italia, con la giustizia che le dà la caccia come a un malfattore, per infliggergli l’ultimo colpo letale, chiunque si sarebbe arenato nelle strettoie e nei labirinti subdoli di un potere occulto pronto a denigrarlo, a fare carte false per demolirlo nella sua integrità morale, nel concetto di giustizia politica, di lungimiranza istituzionale. Berlusconi, è vero, colpe ne ha a iosa. Non sarò qui a difenderlo, avrebbe dovuto avere più coraggio, più fiuto e non imbarcare un camicia nera che poi si è trasformato in un serpente “rosso”. ma tant’è col senno del “poi”…vedrete anche noi non ameremo più Monti, che non sarà affatto diverso dal precedente premier se non nel fatidico “bunga bunga” tanto vituperato e irriso ai quattro venti da suoi avversari politici che lo hanno messo alla gogna mediatica.

 

Monti non è un patriota, non è un Santo, non sta fcendo quasi nulla per la povera gente, non mettiamolo sull’altare, prima constatiamone la validità e mi pare che come inizio non c’è malaccio…tutte tasse, tutti sacrifici per il popolo e nulla che sia il corrispettivo per i più abbienti, se questo doveva essere il suo rimedio, mi pare siamo messi piuttosto male. Non solo non rimedierà nulla, ma peggioreranno molte, troppe cose, perché il buon giorno si vede dal mattino, e la pelle dell’orso non vorrà significare che sotto c’è l’agnello. Non dimentichiamo che proviene dall’elite, è anch’egli uno che si schiera per le fasce alte… non difenderà mai le fasce più deboli della società, perché le sue motivazioni sono connaturate con lui e non sono certamente di ceto basso

 

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