La solitudine.

 Ho guardato a lungo da questa finestra,l’orizzonte lontano,

spettatrice immobile e attenta, patendo la sofferenza altrui

e gioendo delle altrui vittorie.

Imprigionata nella mia mutevole anima ho immaginato la vita

senza averla mai assaporata, senza aver mai bevuto alla fonte dell’esistenza.

 

Ho visto il riflesso di un’anima appassita,inasprita

dalla solitaria contemplazione,nel tuo sguardo luminoso,

forgiato dall’esperienza,dalla saggezza, della conoscenza.

Ho seguito con il dito le cicatrici del tuo cuore, quelle brucianti

sofferenze a cui son riuscita a fuggire nella lunga prigionia.

Poi mi hai mostrato dei solchi ben più profondi:

                 le mie ferite ancora aperte si chiaman Solitudine.

 

 

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