Intervista a Maria Stella Bruno

Ciao. E’ un piacere averti con noi. Ti va di presentarti ai nostri lettori ?
“Ciao a tutti e grazie per avermi invitata! Mi chiamo Maria Stella Bruno (firmo i miei libri come M.S. Bruno)
e vivo nell’assolata e ventosa Messina. Sono un tipo responsabile, ma che comunque ha la testa fra le
nuvole, ed ama fare lunghe passeggiate con la sua cagnolina Ariel.”

Ami leggere? E qual è il genere che preferisci sfogliare?
“Mi definisco sempre una lettrice accanita e onnivora. Leggo infatti di tutto, dalla saggistica ai classici, dai
fantasy agli storici, fino alla fantascienza. La storia ideale per me deve contenere tanta avventura e colpi di
scena sorprendenti.”

Desideravi scrivere libri sin da piccolo/a?
“Sì, in effetti. A dieci/dodici anni (non ricordo bene) scrissi perfino un western…Una storia così ingenua che,
a leggerla anni dopo, mi piegai in due dalle risate…Comunque quello fu il primo romanzo che finii e quindi lo
ricordo sempre con piacere.”

Quando hai iniziato a pubblicare i tuoi romanzi e qual è stato l’incentivo per iniziare?
“La prima volta che pubblicai avevo vent’anni e ricordo che fu un modo per mettermi alla prova, per
superare le insicurezze, legate all’esporsi al giudizio altrui.”

 

Se dovessi definire la tua penna come ti considereresti? Descrivici pregi e difetti del tuo stile.
“Cerco sempre di adattare il mio stile al genere che tratto. Per il fantasy epico sono più descrittiva, più
“aulica” forse, mentre per la fantascienza tento di essere più diretta, incisiva, a volte lapidaria. Il mio
approccio è di stile “registico”, ovvero cerco di mettere su carta le scene che “vedo” con la mente. Ciò può a
volte appesantire la lettura, forse.”

Da cosa prendi spunto per realizzare le storie dei tuoi romanzi?
“Da tutto! Ciò che vedo, sento, provo, leggo… Annoto notizie strane o che mi colpiscono, descrizioni che mi
vengono al volo e tutto ciò che mi sembra interessante su un quaderno che tengo proprio per questo
motivo. Quando poi mi trovo alle prese con una nuova storia, prendo ispirazione da lì…”

C’è un personaggio che ti rappresenta?
“Metto un po’ di me in ogni personaggio. Come un attore fa tabula rasa di sé per immergersi nel nuovo
ruolo, così io mi servo di ogni sfaccettatura del mio carattere, lati oscuri inclusi, per poter immaginare le
reazioni e gli obbiettivi, quindi divento quel particolare personaggio. Certo, alcuni di loro sono stati più
‘facili’ da gestire, altri invece… beh, ci ho fatto a pugni!”

Se dovessi dare un consiglio a qualcuno che sta intraprendendo questa strada, cosa gli diresti?
“Armati di pazienza perché, se credi che scrivere sia la parte più difficile, ti sbagli di grosso! Lo scrittore deve
essere anche un buon promotore di se stesso. Deve sapersi giostrare tra false occasioni, ripicche e invidie
celate da sorrisi e giudizi negativi motivati e immotivati…Ma non ti scoraggiare! Se la tua passione è forte,
potrai farcela!”

Al momento stai lavorando a qualche romanzo, di cosa si tratta?
“Beh, ho diversi progetti in sospeso. Il terzo capitolo della saga epica ‘L’Occhio del Veggente’ è in cantiere
da un bel po’ e poi c’è il seguito de ‘Il Mondo Rubato’, che aspetta solo che abbia del tempo per finirlo.
Inoltre, ho anche altri romanzi in stato di embrione, di vario genere, che mi attendono. Ho troppe idee e
poco tempo!”

Ringraziandoti per aver risposto, ti pongo un’ultima domanda. Quali sono i tuoi progetti futuri e come ti
vedi da qui a 10 anni?
“Vorrei che lo scrivere fosse l’unico lavoro della mia vita. Vorrei potermici dedicare con costanza, senza
interruzione e che il mio impegno fosse riconosciuto…
Il futuro è un’incognita così terribile che non saprei cosa aspettarmi. So ciò che vorrei: una casa mia, una
grande biblioteca, in pratica un luogo in cui tornare dai miei mille viaggi intorno al mondo, da cui trarre
ispirazione per le mie storie di successo. Beh, se si sogna lo si fa in grande!
Grazie per questa bella chiacchierata.”

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