Intervista a Keja Galli

 

Ciao. È un piacere averti con noi. Ti va di presentarti ai nostri lettori?

Ciao! Grazie mille per lo spazio concessomi, intanto! Sono Keja – sì, è il mio nome vero, si pronuncia con la I, e credo che mio padre si facesse di cose strane, quando l’ha scelto –, ho 33 anni e abito in un paesello sulle colline reggiane.

Ho un marito di 30 anni, un figlio di 4, un cane di 11 e avrei la necessità che le mie giornate durassero almeno 50 ore, ma, purtroppo, mi devo accontentare delle 24 che ci hanno concesso. Sono amante dei tatuaggi – ho perso il conto di quanti ne ho, ma si dice che l’ultimo sia una leggenda, e difatti credo sia proprio così –, delle serie TV e dei film, specialmente quelli appartenenti al MCU. Mi piace cucinare e mi ci metto ogni volta che posso. Sono molto solare, non lascio quasi mai trasparire i miei perenni casini, però quando mi fanno incazzare… lì non riesco a nasconderlo più di tanto.

Ami leggere? E qual è il genere che preferisci sfogliare?

Ultimamente mi sono approcciata al genere romance, che ho sempre snobbato.

Ho iniziato a leggere alle elementari, amavo le gare di lettura che la biblioteca della mia città indiceva in collaborazione con la mia scuola, ed ero quasi sempre una di quelle che leggeva più libri. Ho avuto diversi momenti di pausa, ma non l’ho mai abbandonata. Credo che le mie letture varino da come mi sento in quel preciso istante e da cosa ho bisogno. Ho sempre amato il fantasy, apprezzo gli storici e i mitologici, non disdegno la narrativa in generale e i thriller. Non amo gli erotici né gli horror, e non mi soffermo nemmeno a leggerne le trame.

Desideravi scrivere libri sin da piccola/o?

In realtà, sì. Ci avevo provato, però è stato un enorme buco nell’acqua. E poi, in quel periodo, mi premeva di più andare fuori a giocare o, in età adolescenziale, uscire con gli amici. Sono sempre stata brava in italiano, specialmente nei temi. Poco nella lettura dei classici, se devo essere onesta!

Quando hai iniziato a pubblicare i tuoi romanzi e qual è stato l’incentivo per iniziare?

Ho pubblicato in self il mio primo romanzo “Come un fulmine a ciel sereno” a fine aprile 2020, in piena pandemia. Ho avuto riscontro positivi, ma penso sia anche stato dovuto al fatto che, prima di essere pubblicato, fosse presente sulla piattaforma di Wattpad. Tale piattaforma mi ha aiutata a crescere, perché ho imparato ad apprezzare i commenti negativi e le recensioni costruttive, in modo da poter migliorare sempre di più. Non posso assolutamente definirmi una scrittrice, piuttosto una che cerca di mettere in fila i suoi confusi pensieri.

Ho comunque dovuto ritirare il mio romanzo in quanto, a inizio del 2022 (data ancora da definire) verrà pubblicato con CE. Un sogno che si avvera!

Se dovessi definire la tua penna come ti considereresti? Descrivici pregi e difetti del tuo stile.

Come definirei la mia penna… Non ne ho idea! Mi sono resa conto di scrivere in modo differente in funzione di ciò che devo raccontare. Spero solo di non annoiare chi legge!

Difetti… Sicuramente le descrizioni e le introspezioni dei personaggi. Non amo nemmeno leggerle, non più di tanto, diciamo. Se trovo due pagine di descrizioni abbandono il libro e non lo apro più. Scriverle, quindi, mi viene difficile, perché quello che scrivo deve piacere prima di tutto a me: non credo scriverò mai “a comando” né cose che non mi piacciono solo per volere dei lettori.

Un pregio, ma che è anche un difetto, è quello di non scrivere più di quello che si dovrebbe raccontare: non riesco ad “allungare il brodo” per aumentare il numero di caratteri di una pagina, quindi può essere che, nei miei romanzi, ci siano capitoli di dieci pagine come di due.

Da cosa prendi spunto per realizzare le storie dei tuoi romanzi?

Da qualsiasi cosa, ma soprattutto da pezzi di vita vissuta e dai sogni. Faccio sogni veramente strani, e da stralci di essi ci faccio su la storia. So sempre da dove partire e dove voglio arrivare, il “mezzo” è un mistero anche per me. Inoltre, cerco di raccontare di temi che mi stanno molto a cuore, e di cui non si dovrebbe mai smettere di informarsi come, ad esempio, la violenza, il bullismo, l’uso di sostanze stupefacenti, l’omofobia…

C’è un tuo personaggio che ti rappresenta?

Quello che sicuramente mi si avvicina di più come carattere è Jason, tant’è che scrivere della sua controparte, Marco, è stato veramente difficile. E dire che è il protagonista.

Comunque, metto sempre una parte di me all’interno di ogni personaggio che la mia mente partorisce. Tranne che per Marco: lui non ha proprio niente di me (no, non lo odio… non del tutto, almeno).

Se dovessi dare un consiglio a qualcuno che sta intraprendendo questa strada, cosa gli diresti?

Informarsi per qualsiasi cosa si stia scrivendo, porsi sempre e comunque dei dubbi in modo da non scrivere castronerie. Accettare le critiche negative, se costruttive, perché non si nasce imparati e si può sempre imparare qualcosa (i famosi “dubbi” che ho menzionato poco fa). I commenti sprezzanti, invece, andrebbero ignorati, anche se so non essere cosa facile…

Al momento stai lavorando a qualche romanzo, di cosa tratta?

Stavo lavorando a un racconto per una raccolta, che uscirà non so quando, in collaborazione con altre autrici. È un progetto a cui tengo molto, perché è una cosa a cui stavo pensando da un po’; poi è bastato mettere insieme parte delle autrici – che sono poi diventate mie amiche – che stimo di più, e il gioco è fatto! Il problema è il non aver molto tempo a disposizione. Se poi aggiungiamo che, da questo racconto, in realtà ne sta per nascere un romanzo YA Urban Fantasy… Sì, a volte mi chiedo proprio chi me l’abbia fatto fare!

Ringraziandoti per aver risposto, ti pongo un’ultima domanda. Quali sono i tuoi progetti futuri e come ti vedi da qui a 10 anni?

I miei progetti futuri comprenderebbero lavorare come editor e/o correttrice di bozze per delle CE, o anche freelance; mi sto facendo letteralmente il mazzo per riuscire ad arrivare ad avere un attestato: lavoro per 8h in un’azienda come impiegata commerciale, ho comunque una famiglia e un bambino da crescere, e alla sera mi dedico allo studio per poter riuscire a dare una svolta alla mia vita lavorativa. Spero di avere quel pizzico di fortuna che mi è sempre mancato, perché sarebbe davvero il mio lavoro ideale! Ma, come dico sempre: si fa quel che si può!

Grazie per tutto, è stato davvero un piacere!

 

 

 

 

 

 

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