Intervista a Cristina Rotoloni

 

Ciao. È un piacere averti con noi. Ti va di presentarti ai nostri lettori?

Ciao, il piacere è tutto mio. Mi chiamo Cristina Rotoloni, sono cresciuta in un paese che magari era scomodo sotto alcune cose, ma che mi ha donato tanto sulle tradizioni e i valori della vita. Oggi sono sposata, ho affrontato più di un terremoto e sono una editor.

Ami leggere? E qual è il genere che preferisci sfogliare?

Leggere per me è fondamentale, leggo tutto quello che è possibile. Non ho proprio un genere preferito, ma tendo molto per i suspense e i fantasy.

Desideravi scrivere libri sin da piccola?

Non so se ho realmente avuto questo desiderio o se fosse parte di me. Ho iniziato a scrivere a 10 anni. Il mio primo vero romanzo era una storia che la notte raccontavo a mie sorelle, arricchita dei loro punti di vista e trascritta su un quadernone.

Quando hai iniziato a pubblicare i tuoi romanzi e qual è stato l’incentivo per iniziare?

Ho reso pubblici i miei romanzi nel 2012. Un mio amico mi rimproverò aspramente, dicendomi che non doveva auto escludermi senza provare a vedere se valevo. Mi disse che dovevano essere gli altri a valutare le mie capacità. Il destino volle che proprio in quei giorni mi arrivasse una lettera della Feltrinelli, informandomi che potevo pubblicare con un loro sito self. La mia prima pubblicazione, una raccolta di racconti, è finita online solo perché volevo dimostrare a questa persona che non ero una codarda, poi, i commenti positivi di estranei, hanno fatto il resto. Oggi sono ancora qui e sto per pubblicare un altro romanzo.

Se dovessi definire la tua penna come ti considereresti? Descrivici pregi e difetti del tuo stile.

Mi ritengo una penna intensa e concentrata sui sentimenti. Spesso i lettori mi dicono che i miei testi sembrano film e che sono emotivamente coinvolgenti. Il difetto è che a volte sono così prolissa nello scavare uno stato d’animo che per qualcuno posso risultare pesante. Sto lavorando per smussare questo lato di me che si sta alleggerendo nei testi odierni.

Da cosa prendi spunto per realizzare le storie dei tuoi romanzi?

La mia ispirazione è la vita. Ogni cosa che vedo e conosco può finire in un mio libro. Sono fotogrammi che imprigiono e ripropongo. Spesso, le persone che conosco, si ritrovano nei caratteri dei miei personaggi. Non nego che loro sono fonte di ispirazione.

C’è un tuo personaggio che ti rappresenta?

Secondo le persone a me vicine, mi rappresenta Maliba di “Tatuaggio”, sono io a diciotto anni e Sara di “Mia”, una me più al presente. Se dovessi vedermi in qualcuno, credo che David Dragonetti, sempre di “Mia”, abbia molte sfumature delle mie ombre.

Se dovessi dare un consiglio a qualcuno che sta intraprendendo questa strada, cosa gli diresti?

Di avere tanto coraggio, di non perdere l’umiltà, di non arrendersi davanti alle critiche, ma di farne tesoro, solo di quelle giuste e di leggere, leggere tantissimo. Non si può pensare di scrivere, dal mio punto di vista, senza essere un bravo lettore.

Al momento stai lavorando a qualche romanzo, di cosa tratta?

Sto lavorando a una marea di romanzi. Per motivi di impegni non ne ho ancora completato uno. È in fase finale un new adult dal titolo “Il custode del labirinto”, ma ho già improntato un dark, un fantasy, delle favole, e due romance. Insomma, il lavoro non mi manca, mi resta solo di trovare il tempo.

Ringraziandoti per aver risposto, ti pongo un’ultima domanda. Quali sono i tuoi progetti futuri e come ti vedi da qui a 10 anni?

Mi piacerebbe riuscire a pubblicare almeno i 5 libri che ho in mente e realizzare finalmente le favole che mi attendono dal lontano 2012. Per il futuro spero di essere andata avanti come scrittrice, di essermi migliorata, ma anche di non abbandonare il mio lavoro da editor, sarebbe bello farlo diventare qualcosa di più.

Grazie per avermi ospitata, è stato un piacere parlare con voi.

Un abbraccio.

Cristina

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