In Val Pusteria

A fine agosto, ogni estate, trascorro qualche giorno in Alto Adige, Val Pusteria.

Negli ultimi anni il tempo regala quasi sempre sole e aria deliziosa.

Poiché il paesino di Casteldarne, rigorosamente da definire ameno, non possiede negozi, e tutto ciò che invece offre la vicina Brunico, nelle giornate in cui non si è deciso per delle belle passeggiate, mi dedico a percorrere in bici le piste create appositamente lungo la valle.

In solitudine, un po’ per scelta, un po’ perchè tutti si defilano, affronto il percorso con la possibilità di scegliere se verso Brunico, in salita, o verso Bressanone, in discesa come altitudine, ma più impegnativo per la presenza di pendii di vario genere, sicuramente più panoramico, ma al tempo stesso più defilato, in quanto seguendo la riva sinistra del fiume Rienza, non attraversa i paesini della valle.

Se vado quindi in questa direzione, la pedalata inzia agevolmente poichè una lunga a dolce discesa fra campi di granturco, ormai molto alto, mi porta in uno dei tanti punti in cui il bosco la fa da padrone: la strada improvvisamente si oscura e l’alternanza di luce forte e ombra è un’altra caratteristica del percorso.

La pista conquista la prima ansa del fiume, rimanendo comunque in alto rispetto ad esso,e mi costringe a mettercela tutta, poichè da qui inizia una serie di saliscendi per me impegnativi, ma non così tanto da non permettermi di godere comunque di una vista stupenda: cime di monti che mi accompagnano quasi con sguardo benevolo e che basta una nuvoletta transitante davanti al sole per farli imbronciare; un falco o una poiana che dominano la valle; il vento che scivolando sull’erba grassa mostra altri toni di verde…ecco è il colore verde che ritempra lo sguardo: verde,verde ovunque; verde pallido, verde bosco,verde acqua, verde del ranocchio che attraversa la strada,verde giallo del fieno messo ad asciugare, verdi persino certi enormi massi rotolati  giù dalla montagna un tempo lontano. Mi fermo e sto lì, immobile, annientata quasi da tale bellezza, ma serena.

Sono ormai arrivata ad una serie di curve, fortunatamente in piano, che aggirano case di campagna. Solo la presenza di animali domestici fa intuire anche la presenza dell’uomo, perchè difficilmente si intravede qualche abitante, e comunque per tutto il percorso incontro ben pochi ciclisti: quasi tutti solitari e molte donne.

Conoscendo ormai perfettamente tutto il tragitto, so che quando la pista arriverà allo stesso livello del fiume, mancherà poco alla mia meta: Chiusa di Rio di Pusteria, un antico posto doganale o bastione militare piuttosto diroccato, ma restaurato e tolto dall’assedio di auto e camion grazie alla deviazione recente della strada statale. Faccio sosta sul ponte di legno dal quale ammiro il vorticare delle acque del fiume, e mi ritempro con acqua e …cioccolato!

Prima che i muscoli si raffreddino, riparto, perchè altri 15 km mi aspettano e questa volta in salita.

 Durante il mio soggiorno, non manco di cimentarmi anche con l’altra parte della pista ciclabile, quella che mi porta verso Brunico, e se le gambe e il fiato tengono, addirittuta arrivare a Campo Tures.

Per un lungo tratto si segue la ferrovia, ad un binario, ma completamente rinnovata anche come mezzi; infatti treni nuovisimi e super tecnologici, passano ogni mezz’ora e su tutti si possono caricare biciclette. Immancabilmente i macchinisti non mancano di salutare con un fischio (del treno,ovviamente!).

La caratteristica di questo tragitto consiste nell’attraversare paesi, e ottenere una vista più ampia sulle Alpi, con panorama verso la bellissima Valle Aurina. Prima di arrivarci devo affrontare una lunga salita che molto spesso devo fare a piedi, quindi supero una specie di piccolo passo che mi porta alla visione di Castel San Michele e all’attraversamento della strada statale per la Val Gardena, il cui fiume,il Gadera, mi accompagna sino al bel paese di San Lorenzo. Qui, dopo una rinfrescata alla fontana della piazza di fronte alla Chiesa, proseguo in piano verso Brunico. Bella cittadina, sempre frequentatissima, con eleganti negozi e bar.

Se decido di proseguire, ecco che mi apre davanti una vasta piana,circondata da alte montagne e chiusa a nord dalle Vedrette di Ries. Mi si offrono allo sguardo piccoli castelli arroccati, paesini minuscoli e campi a vista d’occhio. Maestosa, infine, l’apparizione del Castello di Campo Tures: imponente e austero, ma addolcito dal panorama circostante, dal cielo azzurro e dalle cime dei monti a volte, a fine agosto, già innevate.

A questo punto non resta che saziare anche l’appetito….

 

 

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