Il vicino.

‘Minù, Minù, dove sei?  Minù dove ti sei  nascosta?’

La ragazza correva lungo un piccolo sentiero privato che conduceva dalla sua maestosa villa completamente bianca, incastonata come una pietra preziosa su una collina, fino allo smeraldino mare di Sardegna, una sterminata distesa di celeste brillante tempestata di vele all’orizzonte.

‘Minù, dove ti sei cacciata, ti lascio senza mangiare questa sera!! Vieni subito qui!’

La ragazza scese nella spiaggia di sabbia bianca e continuò la ricerca dietro le dune, ma senza successo. Poi arrivò fino alla sua piccola barca a remi di legno ormeggiata sulla riva, che veniva utilizzata per navigare vicino alla costa, nelle escursioni nei dintorni della caletta su cui si affacciava la villa. Ma nemmeno lì c’era traccia della piccola pelosa Minù.  La ragazza era preoccupata nel non vederla da diverse ore, lei che era sempre puntuale nell’affacciarsi in cerca di coccole. La conosceva bene, erano inseparabili da quando, diversi anni prima, l’aveva trovata in un campo di pomodori, abbandonata e affamata.

Continuò la sua corsa nei dintorni della spiaggia, poi risalì il sentiero fino al punto in cui si divideva e portava ad un capannone con il tetto verde trasparente adibito agli usi più disparati. Vide, in un angolo, nascosta ,dietro alcuni scatoloni, una piccola coda che sembrava proprio quella di Minù.

‘Minù, sei tu? Minù perché non rispondi? Ti sto cercando? Cosa ti è successo?’

La ragazza dai capelli biondi e lunghi, arrotolata in un sottile velo bianco decorato a mano con delle conchiglie ,  iniziò a correre lasciando svolazzare gli angoli dell’abito, verso la sua amica pelosa, in preda alla paura profonda che potesse star male. La cagnolina aveva un comportamento insolito,  che la metteva in allarme. Si avvicinò e si rese conto che era sdraiata a terra. Si affacciò dietro agli scatoloni e rimase a guardare senza dire una parola, senza batter ciglio.

‘Mi scusi, Minù è il nome di questa cagnolina?’ Una  voce calda e bassa, una voce maschile che non aveva mai udito, le apparve dal nulla alle spalle, facendola sobbalzare.

‘Non volevo spaventarla, mi spiace’ disse l’uomo seriamente dispiaciuto.

‘No…io…non mi ero accorta…ma..lei chi è?’ non riusciva quasi a parlare.

‘Io sono il suo nuovo vicino, la mia proprietà è proprio confinante con la sua. L’ho acquistata questo inverno, per questo non ci siamo mai incontrati. Sono diversi giorni che io e…..Minù, ora so il suo nome, ci conosciamo. E’ venuta spesso nella mia spiaggia e siamo diventati amici.’ Sorrise con grande tenerezza guardando la piccola che ricambiava il gesto.

‘Poi, oggi, ad un certo punto è arrivata da me con un fare strano, abbaiava, sembrava che volesse dirmi qualcosa, era agitata e mi chiedeva di seguirla. Così, per non tradirla, mi sono permesso di entrare nella proprietà, che sembrava disabitata. E sono finito qui, in questo capannone. Poi la piccola si è stesa e ha iniziato a tremare, pensavo stesse male….e non sapevo se correre a chiamare un veterinario, ma ben presto capii cosa stava accadendo. Minù stava partorendo. E così mi sedetti accanto a lei e la rassicurai con le parole e con le carezze, finchè non vennero al mondo tutti e sei i cuccioli.’

La ragazza continuava ad ascoltare senza distogliere mai lo sguardo da Minù, attonita e sconvolta dal racconto, dal vicino sconosciuto, e continuando a interrogarsi sul perché avesse scelto lui e non la sua padrona. Era in piedi con il suo vestito che le fasciava i fianchi, mettendo in risalto tutta la sua femminilità.

Dopo qualche attimo l’uomo ricominciò a parlare.

‘So a cosa sta pensando, avrebbe voluto essere lei la prescelta per vivere questo momento, ma io non so spiegare perché abbia voluto me, forse aveva bisogno di una presenza maschile, mi spiace anche per questo’ L’uomo abbassò un po’ lo sguardo, poi continuò

‘Credo sia ora giunto il momento di andare, ma…..vorrei invitarla in spiaggia domattina, per una colazione in compagnia se le va’. Mentre pronunciava queste parole si  incamminava lentamente verso il sentiero senza distogliere mai lo sguardo dalla ragazza che ora si era accorta di lui e si perdeva nell’azzurro di quegli occhi, nella profondità di quella voce rassicurante, in quel dolce ammiccare che le aveva toccato il cuore. Iniziava a capire perché la cagnetta aveva scelto lui. Minù abbaiò alla padrona, chiedendole di salutare i suoi piccoli appena venuti al mondo.

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