Frammenti

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” E anche questo è fatto!”.

Donatella spinse verso il muro lo scatolone di cartone che, insieme agli altri, aspettava in silenzio di essere portato chissà dove.

Il rumore stridulo del pennarello verde smeraldo stava pigiando sulla sua superfice e velocemente la mano di Donatella diede un nome anche a  lui: ESTATE.

Poi la donna si sedette su una sedia, unico mobile rimasto al centro di quella grande sala e con il pennarello ancora in mano si guardò intorno.

I muri avevano le impronte dei quadri e persino il pavimento era un po’ più lucido nel punto dove il divano lo aveva coperto per tanti anni dallo sguardo del tempo.

Non c’era tristezza negli occhi della donna; la vita è fatta di scelte e quella era solo una delle tante che lei nella sua vita aveva fatto o subito.

Si alzò e comiciò a camminare prima distrattamente, poi facendo attenzione per non pestare le righe fra mattone e mattone e, senza rendersene conto, ebbe un piccolo giramento di testa e cadde in maniera buffa proprio contro gli scatoloni in ordine accanto al muro.

Rimase così ferma per qualche minuto, con le braccia distese fra due scatoloni: ESTATE e FOTOGRAFIE…il suo mondo dentro una scatola…

Improvvisamente sentì un grande affanno: la sua vita era compressa dentro delle scatole e forse sarebbe potuta morire se non c’era abbastanza spazio…ebbe tanta paura che anche lei, prima o poi, avrebbe accettato di stare in una scatola insieme a chissa quante altre cose, con un nome sopra di lei: figlia, moglie, madre, sorella…

Si alzò come percorsa da una scarica elettrica e senza alcun motivo cominciò a riaprire tutti gli scatoloni, con le unghie fino a spezzarle, e solo quando arrivò allo scatolone CUCINA si fece aiutare da un lungo coltello per i surgelati.

In meno di mezz’ora tutta la sua vita era di nuovo a respirare la sua stessa aria, a godere del suo stesso sole.

Si asciugò la fronte con la manica del maglione, e poi con calma, prese delle valige e le riempì di tutte quelle tessere colorate della sua vita: quadri, libri, fotografie, vestiti, sciarpe colorate e per ognuno un sorriso, una carezza leggera: doveva trattarla bene la sua vita, tutti dovevano trattare bene la sua vita… e più riempiva valige e più ne vedeva di vuote…poi aprì gli occhi.

Si guardò intorno e riconobbe nella penombra i muri della sua nuova casa, le sagome dei libri ammucchiati in un angolo, mentre fuori dalla finestra un canto di allodola la salutava.

Una scelta in più verso una vita di nuovo nuova, nuova di zecca, e con tanta voglia di trattare bene questa sua vita che non conosceva…con i suoi quardi, i suoi libri, le sue fotografie, i suoi vestiti  e le sue sciarpe colorate…frammenti di un passato che facevano ancora parte della sua vita…e scivolò di nuovo fra le lenzuola calde di sogni

 

Dedicata a chi vuole bene alla sua vita 🙂

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