Follia: Il nuovo splendido afflato poetico di Vincenzo Monfregola. Il Poeta delle stagioni del cuore

 

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” Mi ritrovo ancora una volta di fronte al lettore, mi rimetto in gioco dopo tanti anni e a dire il vero un po di adrenalina mi prende ma sono felice di essere tornato” .  Versi maturi rispetto ai trascorsi, pensieri dettati ad alta voce con toni idealisti, a tratti, ma che rispecchiano il mio “vivere” più intimo. Ho scelto di porli ai vostri occhi così come sono, senza impreziosirli con gemme o rubini, porto a voi i miei versi semplici così come sono nati, non amo i paroloni, sono per il contenuto e per i messaggi diretti, quelli che in una sola nota ti tuffano al cuore se di emozioni parlano; spero possiate farne tesoro di aggiunta ai vostri principi…  ” Vorrei che la mia poesia fosse per tutti e arrivasse a tanti, affinché ci sia un verso per ogni battito di ali, e spero possa volare per un’unica direzione… verso la vita… quella semplice, quella reale basata sulla sostanza e non sull’apparenza” .

 

E’ davvero un  piacere per me promuovere quest’ultima fatica letteraria di Vincenzo… amico e poeta di indubbia bravura che con coraggio e intelligenza in questa sua opera si rimette in gioco mostrando una visione più matura della sua scrittura. Il suo nuovo libro Follia è un viaggio introspettivo un salto senza rete nell’ io di ognuno.  Un viaggio dell’essere le cui tappe sono contraddistinte da versi poetici mai banali..che alla stregua di un insieme di dipinti l’autore impreziosisce con pennellate potenti vivaci incisive di vivido colore

 

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Biografia dell’autore

 

Vincenzo Monfregola nasce a Napoli nel giugno del 1976 dove tuttora vive  con la propria famiglia. Frequenta l’istituto tecnico conseguendo il diploma in elettronica nonostante le sue attitudini per le materie umanistiche, infatti per riscattare la voglia di darsi alla letteratura inizia a fecondare attività culturali diventando parte integrante di diverse redazioni giornalistiche e recensioni spesso pubblicate su libri e periodici culturali. Non disdegna di partecipare a concorsi letterari, laddove trova riscontro con altrettante incentivazioni e premi classificandosi egregiamente,  ne citiamo alcuni: II^ edizione Premio di letteratura Centro Studi Michelangelo, Il Molinello di Siena, Premio Megaris di Napoli, Millennium del Cenacolo Vesuviano, Prospektive di Siena, Premio Bufalino di Caserta,  V^ edizione del Premio Internazionale “Città Pomigliano d’Arco”, XV^ edizione del Premio Internazionale di Poesia “Giuseppe Villaroel” dell’Accademia Costantiniana di Palermo. Contemporaneamente riesce a pubblicare alcune sue opere in diverse antologie scolastiche, si cita “Nuove gemme letterarie” di Carello Editore, la sua poesia viene recensita descrivendo i suoi versi brevi, agili, eppure straordinariamente intensi e significativi; sanno cogliere la realtà nel disegno dell’anima. Dedicati all’amicizia, all’amore, alla natura, sono il frutto di una poesia che libera il bisogno vitale, disseta e purifica, dipanando i suoi fili luminosi lungo i sentieri del cuore.  Non tardi viene eletto anche accademico d’onore della pregiatissima Accademia Costantinopoli di Palermo da mons. Viktor Busà.  Fonda nel 2001 il Centro Laboratorio Poetico per la crescita della cultura, affinché sia sostegno di solidarietà verso chi ne ha veramente bisogno bandendo diverse edizioni del Concorso Letterario Nazionale di Poesia “Napoli 2001”; segue poi la pubblicazione della sua prima raccolta di poesie in “Nel tempo dei girasoli”, testo discutissimo in alcune testate di periodici culturali, recensori definiscono con titoli entusiastici la sua poesia:”Una poetica metafisica”, “Sigilli di una poetica trascendentale”, “Monfregola e i meccanismi dell’anima”, “Sensibilità e impegno sociale nella poesia di V.Monfregola”, “Giovinezza e attualità nella poesia di Vincenzo Monfregola”.  Continua a lavorare cimentandosi anche in recensioni pubblicate su testi di autori esordienti e si impegna anche in veste di giurato in Concorsi letterari di Poesia e Narrativa.  Ad un certo punto però Vincenzo Monfregola si allontana prendendo distanze da tutto ciò che è “scrivere” depone carta e penna; e solo da pochi mesi si rimette in gioco e lo fa partecipando alla IV^ edizione del Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa “Io Racconto” di Firenze dove viene pubblicato nell’antologia con la poesia “Mai papà…” e la lettera “A te, nonna Lina”. Vince la I^ Edizione del miniconcorso “Un libro con Rupe Mutevole” con la poesia “Ricordi sbiaditi di una vita vissuta”, si mette in discussione e punta all’estero presentandosi nella sezione in lingua “Castigliano”, ottiene infatti una Menzione d’onore alla II^ Edizione del “Concurso de poesia Miguel G. Teijeiro” in Spain. Arriva, infine, finalista al Concorso Mario Dell’Arco – XVI Edizione con l’opera “E la chiamano crisi”. Paragrafo importante di questi ultimi mesi sicuramente lo scrivono le sue ultime pubblicazioni, ritroviamo infatti Vincenzo Monfregola in una raccolta a quattro autori “Ruvido inchiostro”, volume della raccolta editoriale “Trasfigurazioni di Rupe Mutevole Edizioni, con la sua silloge “Alma”; subito dopo viene resa edita anche “Follia” con Edizioni R.E.I. Tra i suoi imminenti progetti Monfregola  vuole ancora una volta esporsi all’estero, infatti renderà edite tutte le sue poesie, sinora raccolte in diverse sillogi, sia in lingua inglese che spagnola, affinché possa realmente diffondere il suo pensiero per magari arrivare a tanti.

 

 

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“Se esser folli significa trafugare di tutto ciò che é vita, allora sì, voglio esser folle!”

(da “Follia”)

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” Spietato

questo Mostro

che in pochi istanti

cancella la vita! “

(da “29 maggio 2012”)

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Ritrovarsi

riflessi nell’acqua…

ed accorgersi

di quanto è bello

“essere noi”…

(da “Essere noi”)

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Ho scritto in versi

le mie emozioni,

elegie, poesie,

i miei ricordi

raccontati ad alta voce.

(da “Pagine di vita”)

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Dipingo

parole

su fogli di seta,

con petali di cielo.

(da “Parole in seta”)

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Sei qui,

tra le mie cose

eppure non ti vedo…

mi manchi

e la consapevolezza

del “mai più”

mi affatica…

(da “Mai più”)

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“che come scatti

di una foto in bianco e nero

ritornano alla mente”

(da “Ricordi sbiaditi di una vita vissuta”)

Vincenzo Monfregola

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