A Sylvia Plath

Se tu fossi treccia

che allaccia

il sospiro e il brusio,

e molle contiene

e nasconde

tenerezza di donna

potrei

tastarti

con gli occhi.

 

Se tu fossi treccia

che attorciglia

il verbo e la virgola

e abile collega

il suono alla luce

potrei

ascoltarti

con gli occhi.

 

Ma rosa nera

sei,

ma fiore buio,

troppo alta e lontana.

 

Solida torre

inespugnabile.

 

Ai miei occhi.

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