A mio padre

I tuoi gesti lenti e difficoltosi
i tuoi occhi più lontani
I tuoi pensieri talvolta confusi
i tuoi silenzi profusi
il tuo vigore addormentato
il tuo sguardo rassegnato
la tua ombra che precede
il tuo corpo affannato

Vorrei discutere e aggredirti
come anni fa riuscire a ferirti
ma non è più tempo
non c’è più tempo
vorrei cercarti nel passato
rubarti agli anni che ti han segnato
cancellare l’idea di averti perduto
e riappropriarmi del tuo vissuto.

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